Giornata di vigilia anche in casa Como. Domani i lariani affronteranno la Roma di Gian Piero Gasperini nel lunch match della sesta giornata di Serie A, alla ripresa del campionato dopo la sosta per le nazionali. Alla vigilia della sfida, l'allenatore Cesc
Fabregas interviene in conferenza stampa per presentare la partita e fare il punto sulle condizioni della squadra.
«Una sfida tra Como e Roma. Ci sono tantissimi elementi che creano dibattito, per i media è importante. Una partita importante contro una grandissima squadra e un grande allenatore. Grande rispetto per quello che fanno, proveremo a fare una grande partita e a giocare come sappiamo».
Su Moise Kean: «Avrà una settimana o 10 giorni di stop, ha preso un colpo importante contro il Belgio. Poi la comunicazione tra Federazione e club, come succede per tutti, si potrebbe fare meglio. Ha giocato 90 minuti, con un infortunio dopo la risonanza di ieri. Quando tornerà, tornerà».
Kean può giocare in coppia con Douvikas? E i ragazzi in Nazionale?
«Mi piace vedere cose che non fanno qui, poi tornano e devono rimettersi in testa altri principi. Ho visto grandissime partite di calcio, è stato bello da vedere. Ho parlato con Mancini di Kean, mi ha fatto capire che vedrebbe questa possibilità della coppia, ma io ora non la vedo. Ovviamente è una soluzione in più».
Che effetti ha portato il ko con il Frosinone prima della sosta?
«Ovviamente è stata una partita che ha fatto pensare, andando oltre l'analisi. Tutte le gare si devono provare a vincere, non c'è mai un tempo perfetto, l'avevamo detto prima. Alcune volte ti tocca. Non abbiamo fatto una grande partita, sapendo di alcune cose che avrebbero fatto molto bene. Ma abbiamo avuto dei confronti dopo. Cose positive dopo Frosinone? C'è tanto da fare, da imparare e lavorare, ma lo dicevo anche dopo la Juventus e contro le grandi».
Il calendario è complesso e intenso. Durante la sosta c'è stato un lavoro particolare? Ci sarà più turnover?
«Sì, ci sarà nelle prossime partite. Penso che noi già facciamo dei cambiamenti, in base a come sta la squadra. Quando si giocano tante partite devo essere anche io bravo a capire la reazione della squadra, il ritorno dall'Olanda dalle 2-3 del mattino. Non l'abbiamo mai fatto e non posso spiegarlo su come si farà. Quando realmente succede magari adotto un altro piano. Una grandissima esperienza arrivata grazie a quanto fatto l'anno scorso. Dobbiamo abituarci il più velocemente possibile, con più giocatori possibili. Abbiamo il doppio ruolo in praticamente tutte le posizioni. Tutti avranno la loro opportunità».
Quale giocatore può dare un cambio di ritmo contro la Roma? Perché non è stato tenuto un terzo attaccante, come Ivan Azón?
«Ha giocato zero minuti ufficialmente. Ha fatto bene in precampionato? Chiama Charlie e fai la squadra l'anno prossimo».
Cosa vede nella Roma di simile al suo calcio?
«Penso che la Roma sia una squadra molto propositiva, molto offensiva, che si permette tantissimi giocatori offensivi in avanti. Ha tanta gente giovane, Gasperini ha fatto crescere la carriera di tantissimi giocatori. Vogliamo entrambi essere offensivi, con movimenti. Mi piace vedere le loro partite. Il mister allena da 30 anni, se si guarda la sua maniera di giocare è da ammirare. Un rispetto enorme. Ha la sua maniera di giocare, cambia poco e crede davvero in quello che fa».
Come gestirete gli impegni ravvicinati?
«L'abbiamo gestito in un momento l'anno scorso. Ovviamente per la Champions, con il viaggio e tutto... non so. Anche io mi chiedo se sia una preoccupazione o una curiosità. Voglio vedere come va, anche per la mia esperienza da allenatore. Il tempo mi saprà dire».
Di recente ha sentito Thierry Henry? Magari ha qualche ricordo di un Malen giovanissimo all'Arsenal Under 19, quando lo allenava? Vi siete confrontati su come fermarlo con la Roma?
«Davvero? Non lo sapevo. Comunque dentro l'area è devastante. Ti cambia una stagione, una squadra. Ci sono giocatori speciali, ti fanno creare un ambiente e ti fanno sentire forte. Noi abbiamo qua un allenatore dell'Aston Villa, l'ho avuto per anni. Ti aiuta per alcune informazioni, ma tantissime parole positive su Malen. Si vede chiaramente cosa fosse la Roma in sei mesi senza Malen, ora è una squadra fortissima con lui».
Dieci italiani convocati nelle rispettive nazionali: che significato ha per il Como?
«In Primavera 2-2 contro l'Inter, erano in 10 e con grandissima mentalità volevano provare ad andare a vincere. Stiamo crescendo, come la prima squadra. Ogni parte del club cresce, chi viene spesso negli ultimi 2-3 anni sa che parliamo sempre della stessa cosa. Siamo all'inizio con tutto, ma è un orgoglio grande per il club e per chi lavora nell'Academy. Un nuovo stile di gioco, molto propositivo per far crescere i giocatori nel vivaio. Mio figlio gioca, io sono molto contento e parlando con gli allenatori mi piace ciò che sento, come fanno lavorare i ragazzi. Noi vediamo sempre la prima squadra, risultato positivo o negativo. Io sono responsabile di tante cose del calcio Como, come Ludi e il presidente Suwarso. Ma questo è molto importante a livello di club. La strada in questo momento è giusta».
Svilar non ci sarà: che cosa cambia per voi?
«Svilar per me nelle ultime due stagioni è stato il più forte della Serie A. Poi non posso giudicare chi sarà al suo posto, ma sarà un giocatore della Roma, forte e che Gasperini conosce bene. Farà la scelta per vincere la partita. Per noi non cambia niente, vogliamo calciare tante volte in porta. Facciamo la nostra partita e in questo senso non cambierà niente. Svilar ha dato tantissimi punti alla Roma, l'ho visto con i miei occhi. È un portiere di livello top».