Mkhitaryan e Veretout hanno cambiato la Roma

17/09/2019 alle 09:02.
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LEGGO (F. BALZANI) - Il nuovo avanza, e pure bene. E' il nuovo di Petrachi, ma pure di Fonseca e in parte di Baldini. Così diverso dal nuovo che fu di Monchi, così fresco da rimettere la Roma sul primo vagone per la (almeno nelle aspettative). E il nuovo risponde principalmente a due nomi che domenica hanno stupito all'esordio nel pirotecnico 4-2 col : Air Jordan Veretout e Hego Mkhitaryan, per gli amici Micki. Il primo ha portato ordine e muscoli davanti alla difesa dove, anche per incompatibilità di ruolo, non erano riusciti Cristante e Pellegrini nelle prime due uscite. Il secondo ha iniettato qualità e imprevedibilità nel reparto offensivo che sulla carta presenta una miriade di opportunità visto pure il riscatto di Kluivert. I dati di corsa sull'armeno sono impressionanti: è il 14° giocatore ad aver percorso più chilometri in serie A (11.077, terzo nella Roma dopo Cristante e Mancini). Solo corsa? Macché. Dai suoi piedi sono arrivate tre occasioni da gol e ha completato 11 passaggi nella trequarti offensiva su 16 tentati. Ovviamente a tutto questo va aggiunto il gol dopo appena 22 minuti dal suo esordio in Italia. Di meglio avevano fatto solo in 9 nella storia della Roma (in testa Mihajlovic dopo 3' in coppa Italia). Per l'armeno, al quale due tifosi in mixed zone hanno dedicato Felicità (canzone di Al Bano suo grande mito musicale), è arrivate pure la benedizione di : «E' un grande professionista, lo ricordo anche ai tempi del Borussia Dortmund. Spero possa restare a lungo». L'eventuale riscatto dall' dell'attaccante dipende dalla qualificazione in così come quello di Smalling o Zappacosta. Un obiettivo alla portata con un Micki così. Chi resterà a prescindere è Veretout, acquistato a titolo definitivo, che qualche tifoso su ha definito «un perfetto mix tra e ». Paragone azzardato e figlio dell'entusiasmo, ma il debutto dell'ex viola è stato decisamente positivo. Basta guardare i numeri d'altronde: primo per passaggi positivi (51, undici in più del secondo ) e per lanci riusciti (5), con solo cinque palle perse e ben 6 recuperate. Ed è davanti a tutti anche per palloni giocati (67). Per dare un'idea, Pellegrini ne ha giocato uno in meno ma l'ha perso venti volte. Una garanzia quindi, almeno contro il . Allo stadio a tifare per lui c'erano la moglie Sabrina e le due figlie che lo hanno seguito con entusiasmo a Roma. Piazza che ha messo in cima alla lista dopo la corte di e Milan. Al debutto (dal 1') mancano ora gli altri nuovi di un mercato rivoluzionario: Smalling, Spinazzola, Diawara e Kalinic. L'Europa League di giovedì sarà l'occasione giusta. Se i nuovi godono, pure gli ex sorridono (e non è un male visti i possibili riscatti da incassare): Nzonzi è osannato in Turchia dove ha stupito al debutto col Galatasaray, Monchi è primo in classifica nella Liga col Siviglia mentre Olsen ha festeggiato la vittoria del Cagliari a Parma.