L'Olimpico non perdona Pallotta

La penna degli Altri
lunedì, 27 maggio 2019 alle 13:35
pallotta
IL MESSAGGERO (G. LENGUA) - Nella lettera a cuore aperto pubblicata sabato scorso, Daniele De Rossi ha invitato i tifosi a mettere da parte la rabbia. Un sacrificio non da poco per chi ha tanto amato il centrocampista per 18 anni e ieri lo ha visto dire addio alla maglia a cui ha dedicato un'intera carriera. All'Olimpico i cancelli sono stati aperti alle 18 e, nonostante la pioggia che non dato un attimo di tregua, all'appuntamento con la storia si sono presentate 62.304 persone. Famiglie, bambini, adulti e turisti hanno acquistato un biglietto per essere presenti a una celebrazione che resterà scolpita nella mente di tutti. Sono migliaia quelli che indossavano la maglia del numero 16, alcuni l'hanno comprata agli store nei pressi dell'impianto, qualcuno ha rispolverato quella di Totti, ex capitano come Daniele, altri invece ne hanno indossata una rossa con la scritta DDR. Qualcuno ha anche provato a intrufolarsi allo stadio senza biglietto, ma è stato fermato dalle forze dell'ordine.

CALMA APPARENTE - Nonostante l'invito alla calma partito proprio dal protagonista della serata, James Pallotta è rimasto nel mirino degli ultras che con uno striscione apparso nei pressi di piazza Mancini hanno rincarato la dose di insulti («
Su stemma e caro prezzi temi a noi cari, hai pensato solo ai tuoi sporchi affari. Giù le mani dalla nostra passione, buffone»). Non solo il presidente al centro delle polemiche, ma anche l'ad Fienga, il vicepresidente Baldissoni e il consulente Baldini, a cui sono stati indirizzati striscioni con contenuti molto pesanti. La celebrazione per Daniele si è alternata alla contestazione contro chi ha deciso di pensionare una bandiera della Roma senza preavviso. Per la prima volta da quando il club giallorosso è guidato dagli americani, i cori di protesta intonati dalla Curva Sud hanno coinvolto tutti i 60 mila tifosi dell'Olimpico «Pallotta pezzo di m...», «Vendi la Roma», «Franco Baldini devi morire».

PROTESTA RABBIOSA - Una protesta rabbiosa nei confronti della società che ha unito tutta la tifoseria romanista. A pochi minuti dall'inizio del match, infatti, una distesa di sciarpe ha colorato l'intero stadio Olimpico di giallo e rosso, il nome di De Rossi è stato urlato a squarciagola quando lo speaker ha annunciato il suo nome per l'ultima volta durante la lettura delle formazioni. Poi una coreografia da brividi con migliaia di bandiere e uno striscione lungo quanto la Curva sorretto da centinaia di tifosi. La contestazione è proseguita anche durante il match, salvo fermarsi per un'ovazione a Claudio Ranieri «Nel momento del bisogno hai risposto presente ora ricevi l'omaggio della tua gente
» è lo striscione che ha fatto commuovere il tecnico di San Saba.

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