Di Francesco: «Vale tantissimo»

La penna degli Altri
sabato, 14 ottobre 2017 alle 14:13
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IL TEMPO (E. MENGHI) - Roma-Napoli è storicamente un festival del gol e, anche se i recenti episodi di violenza non permetteranno di rivivere stasera quell’antica atmosfera di festa, difficilmente verrà meno lo spettacolo. Un po’ perché in campo ci saranno i bomber d’Oro, Dzeko e Mertens, che hanno segnato 62 gol in due nel 2017, un po’ perché in palio c’è l’ambito ruolo di vice-Juventus e per accaparrarselo bisognerà far valere le proprie qualità: il calcio champagne di Sarri, la solidità del gruppo di Di Francesco. «
È una gara che può dare molta convinzione a chi vincerà. Gli azzurri – sottolinea Eusebio alla vigilia – sono tra i favoriti in campionato, ma per mentalità credo che la Juventus sia ancora la squadra da battere». Il «bel» Napoli «è come un’orchestra, ma l’estetica non è sinonimo di risultati». Il tecnico giallorosso dà ragione ad Allegri: «La chiave per vincere in serie A è la difesa. Lo stesso vale per questa sfida: i tre punti li prenderà chi farà meglio la fase difensiva. Il risultato è importante, ma la prestazione è fondamentale. Chi perde sarà minimamente penalizzato anche sotto il punto di vista psicologico». Se vincesse la Roma, in città si tornerebbe a respirare la tipica euforia da scudetto che è rimasta nascosta, complice una classifica «falsata» dal match mancante con la Samp: «Io tocco ferro», ironizza Di Francesco, che se ha studiato bene i numeri sa di avere, dopo l’Inter, la seconda difesa meno battuta con 4 gol subiti (3 proprio dai nerazzurri). Ma la migliore differenza reti spetta al Napoli (+20), che ha incassato quanto la Juve centrando la porta 5 volte di più. Quella di Sarri è la squadra più prolifica dei secondi tempi (16 realizzazioni), momento della gara in cui invece i giallorossi si lasciano andare: hanno concesso tutti i 4 gol nelle seconde frazioni. Bisognerà uscire dagli spogliatoi con la spia della concentrazione ben accesa, allora. E affidarsi al bomber che Eusebio farebbe giocare volentieri assieme all’avversario Mertens: «Sono due profili così diversi che potrebbero fare coppia in attacco. Dries è diventato centravanti per esigenza e per la bravura dell’allenatore che lo ha fatto crescere in quel ruolo. Un giocatore meno da area di rigore e più di movimento. Edin è bravo a muoversi dentro le linee perché ha gran de tecnica. Mi auguro che stavolta prevalga quello più alto…».
In panchina avrà la meglio il più esperto o il giovane che impara in fretta come gestire una «big»? «Quando si sfidano due allenatori – dice il giovane – e si alza la qualità dei propri giocatori, si può vedere meglio il lavoro di entrambi. Sarri (ieri in silenzio stampa «scaramantico», ndc) sta facendo un lavoro eccellente, che non mi meraviglia perché l’ho visto all’opera e so cosa vuole dalle proprie squadre». I tecnici si sfidano stasera per la decima volta, per ora il bilancio è perfettamente in equilibrio con 3 vittorie a testa e altrettanti pareggi. Di Francesco non potrà giocarsi lo spareggio con le carte migliori per colpa di qualche infortunio (di troppo): «Sono state fatte valutazioni sbagliate su El Shaarawy. Abbiamo un ottimo rapporto con la Nazionale e mi auguro che non accada più. Strootman proviamo a recuperarlo per il Chelsea, per Schick bisogna avere pazienza: sappiamo che è un giocatore importante, ma questo ha dato pressione al ragazzo. Ora non possiamo più sbagliare. Lo convocherò quando sarà all’altezza per disputare uno spezzone di gara, non per far felici gli altri». Sullo stadio semi deserto: «È un problema italiano: qui si parla tanto e si fa poco per migliorare gli impianti. Mi dispiace perché ero abituato ad un altro Olimpico
».

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