Il derby c'è ma non si vede

La penna degli Altri
domenica, 08 novembre 2015 alle 14:08
garcia urla roma bayer 04112015
IL MESSAGGERO (U. TRANI) - A Il derby c’è, ma non si vede. Perché la gara più attesa, pur restando in calendario (ore 15), perde la sua cornice e rischia di filar via anonima e sbiadita. Senza sapore.Mancherà ancora il pubblico all’Olimpico che, per la verità, non si riempie più da tempo. Ormai è spesso dimezzato: poche e silenziose la presenze. Alla Roma e alla Lazio, insomma, rimane la partita. Che diventa come tutte le altre, cioè vale 3 punti e basta. Lo disse Zeman, prima di passare da una panchina all’altra delle squadre della capitale, più per togliere pressione all’Evento che a sminuirlo. Oggi, con la passione che sembra improvvisamente evaporata, resta solo la classifica a tenerlo in vita. Senza tifoserie non può essere il match unico che i calciatori hanno sempre sognato di giocare. Questa è purtroppo solo la 12esima tappa del campionato che non si deciderà con il risultato di oggi pomeriggio sotto la collina di Monte Mario. La sfida è anomala in tribuna e ha meno significato in campo.
Garcia e Pioli, comunque, non lo vogliono perdere. Perché l’effetto sconfitta farebbe male a chi dovesse inchinarsi davanti all’altro. Entrambi fanno però sapere di averlo preparato per la vittoria. Ci mancherebbe che, almeno a parole, non ne fossero convinti. Il francese per riprendersi, dopo la caduta di Milano, il primato in classifica, il collega per certificare la svolta nella stagione. Di sicuro non è più derby ad alta quota, avendo lasciato per strada, in meno di 6 mesi, anche il fascino dello scontro diretto come è stato quello del 25 maggio per il secondo posto, utile per entrare direttamente in Champions. La differenza con il campionato scorso è evidente. La Roma, terza a 1 punto dall’Inter e dalla Fiorentina che comandano in serie A, ha 5 punti di vantaggio sulla Lazio che dunque non ha la possibilità di effettuare il sorpasso, come quello tentato (e non riuscito) nel penultimo turno del torneo passato. Il successo darebbe forza alla posizione dei giallorossi che corrono per lo scudetto e migliorerebbe quella dei biancocelesti che sono settimi e al momento fuori dalla zona Champions.
Pioli è stato chiaro quando ha detto che la Lazio non ha alcuna intenzione di perdere l’identità. Al tempo stesso, però, ha spiegato che l’atteggiamento della sua squadra dovrà comunque tener conto delle caratteristiche degli avversari. Perché non vuole dar nuovi vantaggi a Garcia che, abbassandosi con il 4-1-4-1, si aggiudicò il derby per la Champions, scegliendo già all’epoca il contropiede. La Roma attuale, più di quella di ieri, si esalta ripartendo con le sue frecce Gervinho e Salah. Totti sarà assente, ma Dzeko, con il fisico e la classe, sta sostituendo il capitano proprio quando è chiamato a esaltare la velocità degli esterni offensivi. Ma il sistema di gioco dipenderà dagli interpreti che saranno scelti in partenza. Le condizioni fisiche dei singoli incideranno sul a formazione.
Florenzi, De Rossi e Maicon sono stati convocati nonostante siano usciti infortunati dal match di mercoledì in Champions. E Nainggolan sta in ritiro con il ginocchio gonfio. Pjanic è squalificato per l’ingenuità di San Siro e Keita appena rientrato in gruppo. Il centrocampo perde uomini e idee. Per non mettere a rischio l’equilibrio (23 gol incassati in 15 partite, compresi i 10 in Champions) la soluzione di scorta è rinunciare a Salah o Gervinho, allargando Florenzi e Iago Falque. Ma il tentativo da fare è in mezzo al campo, utilizzando 2 tra Nainggolan, De Rossi e Keita, per non bruciare Vainqueur nel giorno dell’emergenza. Schierando, però, chi non sta bene, c’è il rischio di sprecare le sostituzioni. Se De Rossi stamattina darà la disponibilità, meglio schierarlo quindi dall’inizio. Dietro Torosidis, considerando i guai di diversi compagni, ha chance di riprendersi il posto da terzino destro. Anche Pioli, presentandosi davanti al miglior attacco con la terzultima difesa del torneo (18 reti reti subite, solo il Carpi, con 23, e il Verona, con 19, hanno fatto peggio), sembra comunque orientato sul 4-3-3, senz’altro compatto se paragonato al 4-2-3-1 spavaldo dell’ultimo derby. Il rientro di Parolo è più o meno annunciato. E si va a sommare alle indicazioni di giovedì in Europa League: promossi Radu terzino per proteggere pure il lato destro e Djordjevic centravanti per premiare il più in forma

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