Cole corre, ma col pensiero: «Scudetto? Se non regalano altri rigori...»

La penna degli Altri
mercoledì, 12 novembre 2014 alle 8:59
presentazione ashley cole foto gino 2
GASPORT (M. CALABRESI) - In Brasile continuano a chiamarla Saudade, termine che fa venire nostalgia solo a pronunciarlo: se ce l’hai, ti manca tutto. In Inghilterra la chiamano Homesickness, letteralmente nostalgia di casa: piove, il cielo è più grigio, ma il primo distacco da casa è traumatico anche quando hai quasi 34 anni, 2,5 milioni di follower su Twitter e sei una star mondiale. Ashley Cole, prima di Roma, non aveva mai lasciato Londra, il calcio inglese, le sue abitudini, i suoi metodi di allenamento.
Ambientamento Pochi inglesi hanno sfondato in Italia, un motivo ci sarà: fisico e atletico, prima di tutto. Per prepararsi alla Premier, si lavora con il pallone, su distese enormi di prato: di verde ce n’è anche a Trigoria, ma c’è pure la palestra. E così Cole si è trovato a fare i conti con una preparazione a suo dire mai così dura, che all’inizio gli ha imballato le gambe e fatto soffrire gli avversari. Solo all’Olimpico, perché in trasferta — dopo Empoli — almeno in campionato non ha più visto il campo. Al rientro dalla sosta, la Roma giocherà a Bergamo: per evitare la quinta panchina consecutiva, l’unica medicina è il lavoro.
«Possiamo vincere lo scudetto — ha detto a Sky —. Abbiamo giocatori di talento, e in più nello spogliatoio c’è la mentalità giusta. Siamo sicuri che, se non troviamo persone che regalano rigori per falli commessi fuori area, possiamo vincere il campionato »
. Capito Rocchi?
British Style Se la prima impressione che un giocatore fa ai tifosi, spesso, è un marchio a fuoco, Cole dovrebbe fare le valigie e andare via a stretto giro di posta. Ma a Trigoria, almeno ufficialmente, questa ipotesi non esiste: Sabatini non stacca mai il cellulare, ma la volontà almeno per ora è quella di valorizzare quello che si ha. Cole o Holebas per il momento possono bastare, considerati pure Emanuelson (10’ in tutta la stagione) e Balzaretti (chissà quando rientrerà). In campo, Cole non ha avuto l’impatto di Maicon; fuori, tutto il contrario. Cordialità con i dipendenti, disponibilità per le iniziative della società — ultima, la promozione di #RideWithUs, con cui i tifosi possono aggiungere le proprie foto sul pullman della squadra —, voglia di imparare l’italiano. Serve solo il vero Cole in campo, a proposito di nostalgia.

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