IL MESSAGGERO (M. FERRETTI) - Ci sono tre posti a disposizione in attacco e cinque uomini in rosa che sperano. Uno, a dire il vero, non ha bisogno di sperare perché si chiama Francesco Totti e perché è il miglior giocatore della storia della Roma e anche della squadra di Rudi Garcia.
TRIDENTE DEL GIUDIZIO Se Totti è già in formazione, Gervinho lo è al novantanove per cento. Livoriano va considerato a tutti gli effetti un titolare della Roma e, se sta bene, Garcia non ci rinuncia mai,
«perché lui ha caratteristiche che nessun altro giocatore ha»
, ama ripetere. Da quando ha superato linfortunio muscolare patito contro il Napoli, Gervinho ha sempre trovato spazio e sempre dal primominuto. Tutto è possibile, certo, ma non vederlo in campo contro il Catania dallinizio sarebbe una grossa sorpresa. E, allora, a guardar ancorameglio in attacco cè a disposizione soltanto un posto e tre sono gli uomini che contano di aggiudicarselo: Destro, Florenzi e Ljajic. Il primo, due gol nelle ultime due partite, a Milano è stato il centravanti titolare anche per lassenza di Totti, entrato poi proprio al suo posto. Lipotesi che domenica allOlimpico possa andare in scena la stessa staffetta ma a ruoli invertiti non è campata in aria, visto che sia Destro che Totti non sono al meglio della condizione, ma quando cè di mezzo il capitano nulla mai va dato per scontato.Non è azzardato pensare che Totti e Destro vadano in campo insieme (con Gervinho); più semplice pensare che con il capitano e livoriano ci sia uno tra Ljajic e Florenzi. Del resto, il tridente delle meraviglie non era To-Flo-Ger? Perché, quindi, non riproporlo? Forse perché Florenzi potrebbe servire a centrocampo; forse perché lo stesso Ale potrebbe esser tenuto a riposo per la Juve essendo diffidato (come Pjanic, Ljajic e Maicon). E con Florenzi in mediana, dentro Destro o Ljajic in attacco. Insomma, i motivi di discussione non mancano. Nulla vieta di ipotizzare che Garcia (che in difesa recupera Castan) per una volta tenga fuori Gervinho e che dia fiducia a Ljajic, che non rilanci Totti o che voglia sfruttare al massimo la ritrovata vena sotto porta di Destro, ma il tecnico ha sempre dato dimostrazione di voler garantire alla squadra il massimo equilibrio tattico. E questo porta a pensare che anche stavolta il francese non verrà meno ai suoi princìpi.
UN DIGIUNO LUNGO 8 MESI Dati alla mano, va ricordato che Totti in campionato non segna allOlimpico dall8 aprile scorso, Roma-Lazio 1-1, su calcio di rigore. Una vita fa, se ci pensate bene. In questo campionato ha fatto centro tre volte, tutte lontano da casa: a Parma e due volte aMilano sponda Inter. Ha giocato poco, è vero, e questo influisce sul suo bottino stagionalema cè anche altro: è capitato quattro volte (a Parma, nel derby, contro il Napoli e a Milano sponda Milan) che la Roma abbia avuto un calcio di rigore e che Francesco era stato già sostituito o che era in panchina dallinzio. Gli mancano, potenzialmente, altri quattro gol. Invece, è fermo dal 3 ottobre (Inter-Roma) a quota 230 reti in serie A. Conoscendolo, avrà voglia di lasciare il segno prima della fine di un 2013 che per lui, in tema di gol, finora non è statomolto generoso, solo 9 reti. Caccia al 10: qui non si tratta più di agganciare Silvio Piola quanto di non far scappare la Juventus.