Roma champagne, brindano Totti

La penna degli Altri
lunedì, 02 settembre 2013 alle 12:09
IL ROMANISTA (V. META) - Un colpo di cannone, uno di genio, un terzo di sciabola. Ci voleva qualcosa di dirompente per ripresentarsi all’Olimpico (dimezzato, visto che la Sud è chiusa) novantotto giorni dopo il 26 maggio: la Roma e Rudi Garcia lo trovano con una riedizione della sindrome dell’Ardenza, due gol in tre minuti e pure un altro perché Ljajic doveva pur farsi conoscere. A metà ripresa c’erano già gli olé a ogni passaggio, con bu
C’era aria di staffetta Ljajic-Gervinho, invece a partire dal primo minuto è l’ivoriano, largo a sinistra nel tridente atipico completato da Totti e Florenzi, mentre resta in panchina Borriello, che oggi dovrebbe tornare a Genova. A centrocampo, esordio ufficiale per Kevin Strootman, interno a sinistra accanto a De Rossi, con Pjanic dalla parte opposta. Per il resto, stessa squadra di Livorno. Mandorlini risponde con un 4-3-3 che è tale solo sulla carta, perché in campo si vede la sua versione più abbottonata, il 4-1-4- 1, con Donati davanti alla difesa e Martinho quarto a sinistra sulla linea dei centrocampisti, almeno in fase di non possesso. Il silenzio dell’Olimpico (senza Curva è difficile accorgersi che si sta giocando in casa) ha effetti collaterali: minuto numero quattro, lancio profondo a pescare Florenzi sul filo del fuorigioco, controllo, un secondo per prendere la mira e pallone incredibilmente fuori dallo specchio. È la Roma a fare la partita, provandoci su schema da calcio piazzato (Castan di testa, alto) e da fuori area (De Rossi per due volte, Rafael non la blocca mai ma sulla ribattuta non arriva nessuno), anche perché per passare il muro gialloblù ci vuole un colpo di genio o di cannone e ancora non è il momento.
Il Verona si vede solo con qualche spunto di Romulo, ma con quel nome lì non può certo fare male alla Roma e infatti il suo diagonale 18’ finisce fuori sul primo palo. Strootman non sarà al massimo, ma il piede nei contrasti ce lo mette sempre e pure il tiro con sinistro, che al 35’ meriterebbe miglior fortuna per pulizia e rapidità d’esecuzione e invece esce di un metro. È dell’olandese anche l’ultima e più grossa occasione del primo tempo: Gervinho va via in dribbling e mette in area un cross basso, lui ci arriva con il piede sbagliato e perde l’attimo per la conclusione. Comincia la ripresa e la staffetta nell’aria, nell’aria rimane, perché è Florenzi a lasciare il campo per l’esordinete Ljajic, stesso numero e stessa iniziale di Lamela, piede diverso ma stessa (buona) sorte al debutto. All’11’ esplode la sindrome dell’Ardenza: due minuti e la Roma apre e chiude la partita.
Comincia Strootman, che si rialza vittorioso da tre contrasti di seguito sulla trequarti e lascia a Totti, taglio per Maicon e destro sul secondo palo (aiutato da una deviazione di Cacciatore), buono per portare in vantaggio la Roma e prendersi il primo gol in giallorosso, festeggiato a braccia larghe sotto la Curva, purtroppo quella sbagliata. Il tempo di rimettere la palla al centro e far ripartire l’azione, che Pjanic vede Rafael (non quello che voleva Sabatini) e da venti metri si inventa un pallonetto che scavalca il portiere e si infila sotto la traversa, lentamente per farsi ammirare per bene. 2-0 e a casa? Neanche per idea. Dopo due conclusioni di Gervinho addosso a Rafael, il ragazzo che non è cattivo (è che lo disegnano così) saluta i nuovi tifosi: controllo al limite dell’area, destro che è un colpo di sciabola e che fulmina il portiere all’incrocio. Piacere, Adem Ljajic. Mandorlini da qualche minuto aveva provato a cambiare qualcosa inserendo Sala e Juanito, poi entra anche Cacia (al posto di Toni, applausi per lui) e proprio a lui capita la palla migliore, un bel destro dal dischetto che Strootman salva sulla linea poco dopo la mezz’ora. Il resto è un’altra botta di Ljajic, che stavolta trova l’opposizione del’’ex compagno Romulo, e un’altra di Totti, bellissima, ma alta sopra la traversa. Il primo settembre è il capodanno per il calendario alessandrino. È stato un bel modo per dirsi buon anno.

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