DiBenedetto: «Stadio nuovo e futuro luminoso»

La penna degli Altri
lunedì, 29 agosto 2011 alle 10:00
CORSERA (L. VALDISERRI) - Le anticipazioni erano state succose. Su Totti: «Lo ammiro, ma appoggio l'allenatore al 100%». Sul lavoro di Luis Enrique: «E' la squadra che vince, non il singolo». Sul contratto di De Rossi: «Speriamo possa giocare tutta la carriera a Roma, dipende da lui». Anche le altre risposte di Thomas DiBenedetto nella lunga intervista realizzata da Sky Sport sono state interessanti. Ecco, per temi, il pensiero «americano» del nuovo proprietario della Roma.
La scelta di investire in Italia: «Roma per me significa molto. Il mio cognome è DiBenedetto, mio padre è nato in Italia ed è sempre stato vivo in me il desiderio di condurre affari qui. Così, quando si è presentata l'occasione, ho studiato e riflettuto su come poter gestire la Roma. Credo che Roma e la Roma siano marchi di risonanza mondiale, questo è un elemento appetibile per sponsor e investitori di tutto il mondo».
I giovani come Bojan e Lamela: «Hanno un grande futuro, hanno capacità tecniche che pochi giocatori possiedono. Saranno fondamentali per il successo della nostra squadra».
La Roma come media company: «Nei media oggi, nella televisione in generale, lo sport ha un ruolo predominante. Per lo sport le persone sono disposte a pagare. ESPN è diventato negli Stati Uniti il primo canale per numero di abbonati. Per questo è fondamentale la gestione dei contenuti e, con l'avvento dei nuovi media e con l'era digitale che stiamo vivendo, si sono aperti nuovi scenari commerciali. Gia da ora è possibile interagire con i tifosi di tutto il mondo e trasmettere loro un prodotto che non sia solo calcio, ma anche tradizione e cultura di una città. Cose che possono essere d'interesse in tutto il mondo: speriamo di trarne vantaggio».
La crescita del calcio e lo stadio di proprietà: «Non sono venuto qui per cambiare il calcio in Italia, ma per far crescere il calcio a Roma. Dal mio punto di vista però sarebbe bello vedere tutte le società italiane in salute. Se la Lega è in salute, di conseguenza lo siamo anche noi. Se la Serie A è sana, anche i diritti acquisiscono un valore più elevato. Nello specifico, riguardo la nostra posizione, penso che la Serie A debba avere stadi migliori. Lo stadio deve essere un ambiente più accogliente. Quello della Juventus è un esempio di come dovrebbero essere gli stadi in Italia. Lo avrà anche la Roma? Lavoreremo molto con le autorità competenti e con il Coni, speriamo che in futuro ci diano la possibilità di avere uno stadio dedicato esclusivamente al calcio. Stiamo analizzando dove e come costruirlo, in collaborazione con partner italiani. Siamo consci dell'importanza economica di avere uno stadio di proprietà».
Il campionato: «Diverse squadre sono in lizza per lo scudetto. Noi abbiamo un nuovo allenatore, un nuovo schema di gioco, stiamo assemblando i dettagli. Cerchiamo di lavorare ogni giorno. Sabatini sta lavorando notte e giorno per portare i migliori giocatori a Luis Enrique. Sono ragionevolmente ottimista, sono certo che la Roma avrà un futuro luminoso».
La «prima» all'Olimpico: «Sono che dal successo della squadra dipende la felicità dei tifosi. Lavoreremo tutti duramente per portare la Roma a diventare una squadra di cui essere orgogliosi».
Il ruolo di Franco Baldini: «E' un uomo di valore, molto intelligente con una grandiosa visione delle potenzialità della Roma, ho un enorme rispetto per lui».
L'obiettivo zona Champions League per il prossimo campionato: «Sono ottimista, faremo dei progressi e diventeremo sicuramente competivi. Vedremo i progressi nel corso della stagione, credo veramente che il nostro futuro sarà luminoso».
Lo sciopero del calcio e quello del basket NBA: «C'è una situazione economica molto difficile, per questo i tifosi non sono molto solidali con i giocatori, che guadagnano tantissimo, sicuramente molto più della media dei cittadini. Credo che l'impatto negli Usa possa essere enorme, perché in passato in occasioni di altri scioperi c'è voluto del tempo perché i tifosi tornassero ad appassionarsi alle proprie squadre. Questo sciopero può fare molti danni al business dello sport».
Il tifo: «Credo sia importante avere i propri addetti alla sicurezza sul posto, per occuparsi dei problemi che potrebbero sorgere con i tifosi. Vorremmo ricreare un ambiente in cui le famiglie possano venire allo stadio e portare i propri figli alla partita. Una delle novità che abbiamo istituito è un settore per le famiglie e siamo stati molto felici del riscontro nell'ultima partita».

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