"Non lo dimenticherò mai"

La penna degli Altri
martedì, 14 giugno 2011 alle 11:37
IL ROMANISTA (V. META) - La sua prima alba da campione d’Italia 2011 Alberto De Rossi l’ha vista sorgere dai finestrini del pullman che riportava a casa la squadra dopo il trionfo di Pistoia. È stata una notte insonne per la Roma, fra la tensione per il finale batticuore
È stata una notte insonne per la Roma, fra la tensione per il finale batticuore della gara con il Varese e l’euforia per un successo sofferto quanto meritato. «Una serata fantastica - sintetizza il tecnico -. Siamo passati dalla delusione alla speranza alla gioia nel giro di una manciata di minuti: tante emozioni, è stato difficile metabolizzarle, per me come per i ragazzi. Io poi sono arrivato a casa alle sette e ho voluto rivedere l’ultima parte della gara. Devo ammettere che al 2-2 di Montini ho provato un’altra volte le sensazioni vissute in panchina, pur sapendo come sarebbe andata a finire». Squadra e tecnico avevano festeggiato il trionfo con una cena in un ristorante di Montecatini subito dopo la partita, un brindisi con lo staff al completo per celebrare una stagione che non sarebbe potuta finire meglio: «Ci tenevo a festeggiare con i ragazzi subito perché temevo che rimandando ci saremmo persi qualcuno per strada, fra vacanze ed esami di maturità. È stata un’occasione per salutarci e anche per farci un applauso: non vorrei esagerare, ma credo che quello di ieri (domenica, ndr) sia un piccolo miracolo sportivo. Cosa ho detto ai ragazzi? Che sono stati bravissimi e che li ringrazio tutti».
Il secondo scudetto della gestione De Rossi è arrivato al termine di una stagione senza respiro, in cui la Roma ha giocato qualcosa come quarantacinque partite fra campionato, Coppa Italia e Torneo di Viareggio: ne ha vinte trentatré e in campionato ha fatto più gol di tutti in Italia. «Un’annata stupenda, finita come meglio non si poteva, ma vissuta comunque da protagonisti dall’inizio alla fine. Se ripenso a com’era cominciata, a quei primi due mesi in cui abbiamo perso quattro partite e le cose sembravano non andare...lì ho visto un po’ di scoraggiamento e ci ripensavo ieri dopo la partita. Ecco, se dovessi fermare le due immagini che per me sintetizzano al meglio questa stagione, sceglierei sicuramente quel primo momento di difficoltà e poi l’ultimo fotogramma, quello dell’esultanza al fischio finale».
Rispetto all’altra finale scudetto, anch’essa vittoriosa, giocata a Lecce nel 2005 con il gruppo degli ’86-’87, quelle di Pistoia sono state emozioni diverse: «Due grandi serate, anche se certo, questa finale è andata in modo diverso: sembrava persa a dieci minuti dalla fine e invece poi l’abbiamo rimessa in piedi proprio all’ultimo. Quello che ho provato quando Montini ha segnato il 2-2 è una cosa che credo non dimenticherò mai. Da una parte vincere così è ancora più bello». La notte di Pistoia ha improvvisamente acceso i riflettori sui giovani della Roma: «Ma sono i giovani della Roma che se lo sono meritati. Questo è un gruppo splendido, durante l’anno sono cresciuti tutti tantissimo, a cominciare dai ’92. Lo scudetto, il titolo in bacheca, per noi è una soddisfazione grandissima, ma in primo luogo perché ci ripaga di un lavoro quaotidiano che è cominciato da tanto tempo. Sono diciannove anni che alleno le giovanili, non credo che vincere o perdere una partita possa mettere in discussione o cambiare radicalmente i giudizi sul lavoro di una stagione. L’avevo detto anche ai ragazzi, però poi è chiaro che vincere ci fa sempre piacere. E stavolta ci tenevo, ci tenevamo tutti». Quanto al futuro, se ne parlerà nei prossimi giorni. Il nuovo direttore sportivo Sabatini, nella conferenza stampa di insediamento, ha annunciato che Primavera e Allievi passeranno sotto la diretta gestione della prima squadra: De Rossi aspetta di parlare con la società per capire quali siano i progetti: «Ci incontreremo, ci confronteremo. Per ora non ho ancora sentito nessuno, ma un incontro ci sarà».

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