CASTAN: "Il peggio è passato, punto a tornare in campo a fine marzo. Credo ancora nello scudetto" (INTERVISTA INTEGRALE)

Interviste AS Roma
venerdì, 30 gennaio 2015 alle 21:41
castan presentazione roma fenerbahce 190814 foto gino
GLOBOESPORTE.COM - Il difensore della Roma Leandro Castan ha parlato ai microfoni del portale brasiliano, confidando i particolari del problema al cervelletto che hanno reso necessario l'intervento chirurgico nei mesi scorsi e rivelando le proprie aspettative riguardo il suo ritorno in campo e la stagione della Roma. Questa l'intervista INTEGRALE:
(traduzione a cura di Daniele De Angelis)
Ha mai pensato che la sua carriera si potesse chiudere in anticipo?
Non l'ho mai pensato, i medici mi hanno tranquillizzato dopo l'intervento, mi hanno detto che la mia carriera non è a rischio. In realtà ho scelto di sottopormi all'intervento per tornare di nuovo a giocare. Non è stata una scelta facile, un intervento chirurgico fa sempre paura, specie se alla testa. Ma ero tranquillo, mi sono fidato di Dio e dei medici.
Come ha passato gli ultimi mesi?
Da quando ho scoperto questo problema, lo scorso settembre, mi sono allenato a parte, non potevo fare allenamento con i pesi o fare troppi sforzi. In pratica solo da questa settimana ho ricominciato ad avere una vita da atleta. Ho iniziato a lavorare in palestra, ho ricominciato a correre. Sono rinato per il calcio, grazie a Dio. E' stato un cammino lungo, sono stato praticamente fermo 4 mesi per via delle procedure necessarie, sono stato operato e ora sto bene e sono felice.
Aveva mai avvertito prima qualche sintomo di questo problema?
No, è apparso tutto dal nulla, è una malformazione nelle vene del cervelletto, che avevo da quanto avevo 3 mesi. Ma i medici mi hanno spiegato bene che i sintomi possono manifestarsi solo tra i 20 e i 40 anni. Non possono apparire e poi durare per tutta la vita, visto che il corpo umano si adatta a questa malformazione. Nel mio caso i sintomi sono apparsi e per fortuna ora è tutto sparito, perché sono giovane e ho potuto sottopormi all'intervento chirurgico. E dopo nemmeno 50 giorni sono già in grado di potermi allenare.
Ora siete completamente guarito? Avete paura di una ricaduta?
Il peggio è passato, ora inizia una nuova vita. Tutto si è risolto, anche l'ultimo esame ha evidenziato che non c'è più alcun problema.
Quando pensa di poter tornare in campo?
Tra due mesi farò una nuova visita di controllo e capirò come sta andando il mio recupero. Ma ho gia iniziato a fare palestra e mi sento bene. Mi aspetto di poter anticipare un po' i tempi in vista del nuovo controllo, in modo da arrivarci fisicamente al 100%, per poter poi tornare a giocare subito. E poi voglio star bene fisicamente, in caso mi daranno il via libera.
Ma il campionato finisce a maggio, ritiene di poter dare il suo contributo?
Non voglio parlare di date per non creare aspettative, ma ho una meta e un obiettivo. E credo che sarò in grado di giocare tante partite del campionato. Non credo due o tre, chissà se non potrei farne sette-otto...
La Roma è a 7 punti dalla Juventus e ci sarà lo scontro diretto. Credete ancora di poter vincere lo scudetto?
Sì, è chiaro che la Juventus è una squadra molto forte, sette punti sono tanti ma ci sono ancora 18 partite e io ci credo ancora. Anche noi siamo molto forti, stiamo solo attraversando un momento difficile, ma credo che in un campionato come questo tutte le squadre abbiano un momento di flessione. Ora è il turno della Roma, ma lo supereremo in poco tempo. Spero che anche la Juventus attraversi una fase simile, così potremo raggiungerli.
L'atmosfera nello spogliatoio è la forza di questa squadra?
C'è un buon ambiente qui, ho avuto un po' di timore quando ho lasciato il Brasile e non so se dovrei dirlo, ma l'atmosfera nel nostro spogliatoio è perfino migliore di quella che ho trovato in Brasile. Qui a Roma mi trovo bene, naturalmente il compagno con cui mi trovo meglio è Maicon, che è brasiliano, ma mi trovo bene anche gli altri. Parlo con tutti e tutti si sono mostrati disponibili. Ho visto che sto a cuore a tutti e tutti sono importanti per me.
Ma quali sono le differenze tra lo spogliatoio della Roma e quello del Corinthians?
Non saprei, ma la buona atmosfera che si è creata a Roma è merito del nostro allenatore, che tiene il gruppo unito. Sono tutti felici, sia quelli che giocano che quelli che non giocano e questo è molto importante.
Con il ritorno di Tite in panchina, il Corinthians è favorito per la vittoria del Brasileirao?
Guardi, sarà un campionato combattuto. Tutte le squadre di San Paolo si sono rafforzate, soprattutto Palmeiras e San Paolo. Il Santos un po' meno, ma possono contare su un ottimo settore giovanile. Ovviamente tifo per il Corinthians e soprattutto per Tite, una persona che è stata molto importante per la mia carriera. Dovunque andrà, farò sempre il tifo per lui.
Ha parlato con lui durante questo periodo?
Con lui no, ma mi sono sentito con altre persone del Corinthians. Credo che in molti si saranno sentiti in imbarazzo, hanno ricevuto la notizia e pensavano che stessi morendo, ma non era così.
Si è sottoposto all'intervento per poter tornare a giocare. Allora se non fosse stato un atleta professionista non avrebbe avuto bisogno dell'operazione?
E' stata una scelta difficile. Mi avevano anche detto che con questa malformazione non sarei mai tornato a giocare. Nella vita normale chiunque, soprattutto chi non fa attività sportiva, avrebbe accusato gli stessi sintomi, ma non avrebbe rischiato di morire. Avrei continuato ad avere le vertigini e così, con la mia famiglia, ho deciso di prendere questa strada. I medici mi avevano detto che l'intervento non era rischioso, che non ero in pericolo di vita. E allora mi sono detto: "Facciamolo". Ho 28 anni e non avevo voglia di vivere il resto della mia vita con qualcosa nella testa, senza poter fare altro.
Ha ricevuto pressioni dalla dirigenza o dallo staff tecnico della Roma per l'intervento?
Assolutamente no. In verità ho deciso tutto da solo, ho parlato solo con i miei genitori e con mia moglie. Inizialmente avevo pensato di fare tutto a gennaio, di trascorrere il Natale e il Capodanno in Brasile con la mia famiglia e poi fare l'intervento. Poi, da un giorno all'altro, ho detto a mia moglie: "Mi operano la prossima settimana, ho chiamato i medici e hanno fissato l'operazione". La dirigenza non mi ha fatto pressioni, mi hanno solo detto di decidere con calma. Sapere quante persone a Roma mi vogliono bene è qualcosa che mi ha motivato maggiormente. Ora voglio tornare in campo per ricambiare l'affetto della dirigenza e dei tifosi.
Ha un contratto di tre anni con la Roma, dopo la scadenza tornerà in Brasile?
Quando scadrà il contratto avrò 32 anni, è difficile fare programmi adesso. Io vorrei restare qui ancora a lungo, forse potrei anche chiudere qui la mia carriera. Adesso sono in Italia e la mia vita è qui. Ma non so cosa succederà in futuro.
La Seleçao, pensa che avrebbe meritato più opportunità viste le prestazioni della scorsa stagione
I difensori della Nazionale hanno giocato tutti molto bene, ero abbastanza sicuro che se avessi giocato nella prima parte di stagione sarei stato convocato per le prime uscite della Seleçao dopo i Mondiali, purtroppo sono stato fuori e così ho perso questa occasione. Con il tempo arriverà il momento giusto, sono sicuro che avrò un'altra chance.
Pensa di poter vincere qualche trofeo con la Roma in questa stagione?
Siamo sulla buona strada. Siamo in corsa per lo scudetto con la Juve, ora è il momento di mantenere la calma. Credo molto nella mia squadra e nei miei compagni, lotteremo e spero di poter tornare per aiutarli a conquistare lo scudetto già in questa stagione.

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