Caso Juventus, Ziliani: 'Juventus non giocherà in Serie A l'anno prossimo'

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lunedì, 30 gennaio 2023 alle 17:58
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Dopo la penalizzazione di 15 punti inflitti alla Juventus nell'ambito del caso plusvalenze e le motivazioni della Corte d'Appello Federale, il giornalista Paolo Ziliani tramite il suo account su
Twitter ha delineato la situazione del club bianconero e gli eventuali rischi. "Cosa succede adesso? A grandi linee questo. Avendo chiarito i giudici che la Juventus, per quanto attiene al processo-plusvalenze, ha commesso illecito sportivo alterando la regolarità dei campionati, anche il processo manovre-stipendi darà identico esito. La sanzione sarà però più pesante per la maggiore gravità dell'illecito commesso, addirittura in due diverse stagioni, con la partecipazione attiva dei due massimi dirigenti (Agnelli e Paratici) e di 40 tesserati, 23 nel 19-20 e 17 nel 20-21", scrive.
"Saranno i giudici a determinare la nuova sanzione, ma quel che è certo è che il prossimo campionato la Juventus non lo giocherà in serie A - spiega -. Dalla retrocessione in serie B o in serie C fino a un provvedimento di radiazione è tutto possibile vista la gravità dei reati. I 40 tesserati saranno squalificati in automatico per almeno un mese. Sul capo della Juventus si abbatterà una tempesta di ammende che potrebbe superare, e non di poco, il centinaio di milioni. Il titolo conquistato nel 2020 in piena illiceità potrebbe essere revocato. Già alla luce delle motivazioni rese note oggi in cui la Corte sostiene che "i bilanci della Juventus semplicemente non sono attendibili" forte della montagna di prove documentali ricevute da Torino, la UEFA escluderà la Juventus dalle coppe per alcune stagioni. Quante? I reati amministrativi - prima ancora che sportivi - commessi sono spaventosi; la Juventus poi non ha ancora abbandonato il progetto Superlega per cui la UEFA attende abiura e scuse. Realisticamente l'esclusione dalle coppe potrebbe essere di almeno 2-3 anni. Un'esclusione che scatterebbe solo al momento del primo piazzamento della Juventus nei primi 6 posti del campionato di serie A, quindi non prima di 2-3 anni nel caso di retrocessione in B o in C. Ciò significa addio all'Europa per almeno 6-7 anni".
Nello specifico, nei tweet successivi Ziliani commenta le situazioni individuali di Agnelli e Paratici, rispettivamente ex presidente ed ex ds: "Agnelli e Paratici, che per le plusvalenze hanno ricevuto inibizioni di 2 anni e di 2 anni e mezzo, vista la compromissione in prima persona nel filone manovre-stipendi riceveranno una pena ancor più pesante e possono fin da ora considerarsi radiati dal calcio. Ma questo per loro è il meno. Il 27 marzo ci sarà l'udienza preliminare del processo penale ed è fortissimo, vista la "impressionante mole probatoria" raccolta sul loro conto, il pericolo che vadano in prigione per i numerosi e gravi reati di cui sono accusati. È per questo che i Cda di Exor e Stellantis hanno preteso che Agnelli si dimettesse, oltre che dal Cda della Juventus, anche dai loro Cda: contro di lui ci sono le deposizioni degli stessi revisori dei conti della Juventus dimessisi in polemica col presidente".
"Sullo sfondo si profila poi sul fronte sportivo un terzo processo, quello sulla "partnership con società terze", e cioè i rapporti opachi e spesso illeciti che la Juventus ha intessuto negli anni con alcuni club di serie A minando il principio dell'equa competizione - aggiunge ancora -. Secondo gli inquirenti, grazie ai rapporti illeciti intrattenuti con Atalanta, Sassuolo, Udinese, Sampdoria, Empoli ed altri club di B e C, oltre che esteri, la Juventus ha di fatto giocato campionati "a squadre" alterando la regolarità delle competizioni. Poichè sono gli stessi dirigenti juventini a parlare di "partnership decennali" con i club amici, per non dire di Paratici che dichiara di aver fatto mercato per loro "da sempre", anche i titoli vinti negli anni antecedenti al 2020 potrebbero diventare sub judice".
Ziliani conclude infine così: "Come dico da tempo, una Juventus in serie B o in serie C determinerà la fuga da Torino dell'80% dei giocatori componenti la rosa di prima squadra. Fuga che lo stesso club incentiverà non potendo più permettersi di sostenere stipendi da 3-4-5 e più milioni. E questa è la giusta fine del club di Agnelli che dal 2011 per 12 anni ha falsato e avvelenato il calcio italiano, ha vinto barando, ha spento la passione di milioni di persone. Era un cancro ed era sotto gli occhi di tutti. Ma l'hanno lasciato crescere. Osannato".

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