Riccardo Calafiori è stato protagonista del successo dell'Italia contro la Turchia. Il difensore dell'Arsenal ha segnato il gol del momentaneo 2-1 al Dall'Ara, lo stadio che lo aveva visto esordire in Nazionale proprio contro la Turchia. Si è rafforzato così il legame tra il difensore e lo stadio: "Credo ci sia qualcosa di scritto per me in questa città e in questo stadio: qui avevo esordito proprio contro la Turchia e qui ho segnato il primo gol. È un'emozione difficile da spiegare" ha raccontato Calafiori ai microfoni di RAI Sport.
Il difensore ha poi analizzato la prestazione degli Azzurri sottolineando la reazione dopo il pareggio degli avversari: "Era importante tornare in vantaggio subito dopo e secondo me abbiamo vinto meritatamente". Calafiori si sofferma inoltre sulla prestazione collettiva e mette a punto l'identità della squadra e della nuova idea di gioco, definendosi soddisfatto dei progressi fatti fino ad ora: "Abbiamo provato a fare il massimo, a lavorare, e piano piano i meccanismi entrano. Non voglio dire che abbiamo risolto tutto, ma siamo arrivati a un buon punto e andiamo a giocarci le ultime due partite di novembre".
Ma il web si è concentrato soprattutto su un gesto semplice del giocatore nel post-partita contro il Belgio: l'immagine di Calafiori che regala la propria maglia ad un giovane tifoso al termine del match ha collezionato milioni di visualizzazioni sui social. Il difensore si espone così: "In quel video mi soffermerei più sulla gioia del bambino: è una cosa difficile da spiegare. Come ho detto in quel commento a cui vi riferite, mi sembra passato un anno e mezzo o due da quando ero così e facevo il matto per Osvaldo o Lamela se mi davano una maglietta. È un'emozione indescrivibile. Rivedendo il video mi sono accorto ancora di più di quanto fosse felice: queste sono le anime che ci sono nel mondo, bisogna tenersi strette e coltivare persone così."