Il mancato viaggio di Dybala e Molina in Argentina per l’addio di Messi resta al centro del dibattito sulle radio romane. Lorenzo Pes esclude conseguenze dopo la decisione presa: "Non credo ci saranno strascichi dopo il “no” a Dybala e Molina, anche perché i due giocatori non hanno spinto per andare a Buenos Aires per l’addio di Messi". Marco Juric sottolinea invece la posizione del club: "Il comunicato della Roma di ieri sera al riguardo è uscito proprio per evitare qualsiasi equivoco e per non attribuire colpe a Gasp. La società ha scelto questa strada: priorità al campionato".
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Questo e tanto altro in "Massimo Ascolto", rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.
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Non credo ci saranno strascichi dopo il “no” a Dybala e Molina, anche perché i due giocatori non hanno spinto per andare a Buenos Aires per l’addio di Messi. La Roma l’11 ottobre avrà una partita delicata e importante e il comunicato del club è una dimostrazione della forza della proprietà. Pellegrini, invece, non ha rispettato fino in fondo le aspettative: nel primo anno con Mourinho aveva fatto molto bene, poi si è un po’ fermato. E non è mai riuscito davvero a entrare nel cuore della gente (LORENZO PES, Tele Radio Stereo, 92.7)
Gasperini potrebbe fare delle scelte sui tre calciatori partiti con la nazionale argentina. Il problema quasi non si pone con Castro, che in ogni caso non avrebbe tolto il posto a Malen. In difesa la permanenza a Trigoria di Hermoso, il ritorno anticipato di Ndicka e le fatiche contenute di Mancini mi fa pensare che Balerdi non sarà titolare. In avanti mi aspetto il solito ballottaggio per quanto riguarda Soulé (SIMONE VALDARCHI, Manà Manà Sport, 90.9)
Una questione di cuore quella della storia Dybala e Molina. Il comunicato della Roma di ieri sera al riguardo è uscito proprio per evitare qualsiasi equivoco e per non attribuire colpe a Gasp. La società ha scelto questa strada: priorità al campionato (MARCO JURIC, Manà Manà Sport, 90.9)
Il comunicato di Dybala e Molina è una cosa societaria voluta da loro, per chiarire che tutti i componenti fossero d’accordo con questa scelta, evitando equivoci. Erano giuste entrambe le visioni, quella di Gasperini e quella degli argentini, ma c’è sempre una parte che decide e l’altra che abbozza. Mi aspetto una ripresa di campionato forte, chi ha lavorato bene durante la sosta si vedrà. La Roma dovrà ripartire con la testa, non a bomba, perché avrà in pochi giorni nove partite toste e importanti (RICCARDO TREVISANI, Manà Manà Sport, 90.9)
Per l’eccezionalità dell’evento mi sembrava giusto permettere a Dybala e Molina di andare in Argentina, ma la questione ormai è chiusa. La Roma non vincerà o perderà il campionato per questa decisione e, se anche i due giocatori sono d’accordo nel restare, non vedo su cosa discutere. Eviterei di creare problemi dove non ce ne sono più. Mora va inserito gradualmente, senza rischiare di danneggiare né lui né la squadra: ha qualità, ma deve ancora crescere. Lo stadio, invece, è un’impresa titanica nella quale non sono riusciti nemmeno grandi presidenti: chi riuscirà a costruire quello della Roma passerà alla storia, perché è un traguardo che vale quasi quanto uno scudetto (LUIGI FERRAJOLO, Radio Radio Pomeriggio, 104.5)
L’Italia affronterà una delle tre nazionali che considero oggi ingiocabili e inavvicinabili: la Francia. Le altre sono Spagna e Inghilterra, con la Norvegia un gradino più sotto. Molto dipenderà da quello che farà la Francia, che dalla trequarti in avanti può contare su giocatori straordinari, tra cui il nostro Manu Koné. Lui è stato l’ultimo regalo di Daniele De Rossi alla Roma» (PAOLO ASSOGNA, Manà Manà Sport, 90.9)