Verdone: «Basta con odio e barbarie: i tifosi possono salvare il calcio». Izzo: «Era il derby del Sole, proviamo a farlo tornare a splendere»

La penna degli Altri
venerdì, 03 aprile 2015 alle 9:32
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IL MESSAGGERO (G. SATTA) - Carlo Verdone, tifoso illustre della Roma, seguirà la partita da lontano: domani sarà a Lecce dove, con i fratelli Luca e Silvia, nel corso del Festival del Cinema parteciperà alla cerimonia di assegnazione del ”Premio Mario Verdone”, intitolato alla memoria di suo padre.
Cosa si aspetta da Roma-Napoli?
«Un incontro all’insegna della riconciliazione, della sana competizione e della massima civiltà. Sia la tifoseria romanista sia quella napoletana devono riappropiarsi del calcio e lasciare fuori dalla porta ogni forma di violenza. La tragica morte di Ciro Esposito deve spingerci a riflettere».
Su cosa?
«Innanzitutto sul fatto che non può esistere odio nello sport e meno che mai tra Roma e Napoli, due città che si sono sempre volute bene. E poi dobbiamo ribadire con forza il nostro rifiuto del calcio aggressivo, violento».
Come reagisce di fronte alla barbarie che purtroppo continua a sporcare questo sport?
«Quando circa un mese fa gli ultras olandesi del Feyenoord hanno distrutto la Barcaccia in piazza di Spagna, sono rimasto sconvolto. Comportamenti del genere non sono accettabili. Se non si fermeranno una volta per tutte, finiranno con l’uccidere il calcio».
Cosa direbbe ai tifosi che domani andranno all’Olimpico?
«Divertitevi, sostenete la vostra squadra del cuore ma sempre nei limiti della civiltà e della correttezza. La Curva Sud è una realtà calda, emotiva, anche caciarona perché adora la Magica ma la stragrande maggioranza dei tifosi non ha niente a che fare con la barbarie. E’ inconcepibile che si muoia o ci si faccia male in nome del calcio».
Con che spirito seguirà la partita?
«Griderò forza Roma, come sempre. Spero che la squadra mantenga il secondo posto in classifica, per noi sarebbe vitale. Comunque, dico sportivamente: vinca il migliore. E mi auguro che allo stadio vadano in scena la riconciliazione e la civiltà. L’odio genera soltanto disastri. Pensiamo a dare il buon esempio ai giovani. Sta a noi salvare questo sport che amiamo tanto».
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«
Questo derby, signori miei, era detto il Derby del Sole. Non se ne ricorda più nessuno, soprattutto da quando è diventato il derby dei disordini, degli scontri, delle botte. Per non rammentare cose peggiori. Spero che i giocatori di entrambe le squadre sappiano affrontarlo con la voglia di smentire i brutti precedenti e che tutti gli strascichi - fomentati dai commenti, dal gossip, da istigazioni varie - finiscano una volta per sempre
».
Biagio Izzo è in tournée con lo spettacolo L’amico del cuore, scritto e diretto da Vincenzo Salemme («Anche Vincenzo è del Napoli, naturalmente»).
Riuscirà ad essere allo stadio?
«Andarci mi sarebbe piaciuto, benché i tifosi napoletani, diciamo i tifosi in generale, continuino a portarsi dietro patenti immeritate e vengano guardati in un certo modo. Insomma, vediamo di scongiurare cosacce come quelle che sono accadute in occasione della finale di Coppa Italia, nel maggio scorso».
Partita difficile, in ogni caso.
«La chiamerei una partita da tripla. C’è il match in sé, poi quello visto dalla Roma e quello visto dal Napoli. I giallorossi non ci stanno ad essere superati dalla Lazio e vorrebbero anche dimostare che si sono risollevati dalle ultime disavventure, Per il Napoli, invece, è l’ultima occasione per rimanere a portata di secondo posto. Aggiungi che pure noi non veniamo da un momento buono e il gioco è fatto: impossibile spendersi in pronostici».
Un auspicio, almeno.
«Beh, naturalmente spero vinca il Napoli. Ma - ripeto - che vinca in un certo modo, senza che accada nulla di spiacevole. Roma e Napoli sono due squadre del Sud: perché non si lasciano cogliere dal desiderio di dare l’esempio, una volta tanto? Siamo stanchi di prediche, attacchi, giudizi negativi. Evitare la solita ghettizzazione è una possibilità che abbiamo in mano, facciamola diventare realtà. Dopotutto, il campionato è in pieno svolgimento, ci sono ancora trenta punti a disposizione e si può persino aspirare ad accedere al quarto di finale dell’Europa League, oltre che alla semifinale di Coppa Italia».

Se avesse la bacchetta magica e potesse fare un regalo al Napoli, a cosa penserebbe?

«Ad una marcia in più in difesa, che è il nostro punto debole. In attacco siamo a posto».

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