IL TEMPO (L. PES) - Sempre più grande. La Roma di Gasperini diverte, segna e fa punti, ma soprattutto dà la sensazione di essere davvero una squadra da vertice del campionato. E non soltanto per il calcio di fine estate. La gara contro l’Inter ha messo in evidenza pregi e difetti dell’undici giallorosso, per la prima volta dopo cinque anni capace di portare a casa punti all’Olimpico contro l’Inter. Una partita intensa, giocata a viso aperto e che lascia rimpianti oltre ad alcune certezze. Il primato in classifica, condiviso con i nerazzurri e con la sorprendente Lazio, dà la misura parziale dell’avvio stra-convincente della Roma. I numeri rendono meglio la strapotenza della squadra che ha il secondo miglior attacco (14 gol segnati in cinque partite, appena uno in meno dell’Inter) e la seconda miglior difesa insieme alla Lazio (3 gol subiti, solo uno in più del Cagliari). Ma a mettere paura agli avversari è soprattutto l’aggressività e la fame con la quale i ragazzi di Gasp scendono in campo. Chiaramente, la differenza tra i primi tempi e le riprese, in questa fase, è ancora evidente, ma per almeno metà partita la Roma è decisamente la squadra più pericolosa e dominante del campionato. Anche contro i campioni in carica all’Olimpico si è visto quasi un monologo giallorosso, con un paio di occasioni concesse sia chiaro, ma con il parziale che poteva essere anche più largo dei due gol di vantaggio con i quali si è andati all’intervallo. Inevitabile il calo dei secondi quarantacinque minuti, anche se lo spirito del tecnico piemontese resta quello di aggredire finché si può, come dimostrato dall’occasione avuta da Malen sul 2-1 che poteva, forse, chiudere il match. I problemi fisici hanno mescolato le carte delle sostituzioni, che in altre occasioni, marcando una differenza sostanziale con la passata stagione, avevano consentito alla Roma di mantenere comunque alto il livello della prestazione. La condizione atletica potrà crescere, anche se resta quasi impensabile dominare senza argini per novanta minuti, ma l’obiettivo dei giallorossi è quello di ridurre al minimo i rischi.
Tanti aspetti positivi e la speranza di portare tutta la rosa fisicamente ad un livello di competitività è strapotere atletico allo stesso. Ma un neo di questo inizio di stagione c’è. Quello dei gol subiti a inizio ripresa. Quello di Lautaro è stato il terzo dopo Ederson e Brown in Champions, sui quattro totali concessi. In tutte le occasioni c’è stata una disattenzione di Mancini, dalla leggerezza nel difendere in area piccola con l’Atalanta, all’uscita sbagliata su Greenwood a Istanbul fino alla palla persa in uscita e regalata a Lautaro. Ma non è solo il difensore a essere «leggero» al momento della ripresa dopo l’intervallo. Gasperini ha parlato di presunzione, che potrebbe starci anche inconsciamente dopo primi tempi così ad alta intensità, ma certamente la luce va riaccesa subito, soprattutto per non compromettere quanto di buono fatto nella prima parte delle gare. Questione sulla quale certamente l’allenatore di Grugliasco lavorerà in queste tre settimane di sosta. Intanto, oltre agli ottimi numeri della classifica, c’è un altro dato che evidenzia l’inversione di tendenza e la crescita della Roma. Rispetto allo scorso anno, infatti, sono arrivati già tre punti in più negli scontri diretti contro Atalanta e Inter. Ad aprile all’Olimpico era arrivato un pareggio contro i bergamaschi, mentre i nerazzurri di Milano avevano vinto il match dell’ottobre 2025. È solo l’inizio, ma di motivi per sognare ce ne sono un’infinità.