“Abbiamo fatto una scommessa insieme e devo dire che sta funzionando davvero molto bene”. Gian Piero Gasperini continua a coccolarsi il suo gioiello, Donyell Malen, capace di segnare 19 reti nelle sue prime 20 partite giocate in Serie A. Per intenderci, nella storia del campionato italiano solo Gunnar Nordhal (20 gol nel 1949) e José Altafini (20 reti anche lui, tra il 1958 e 1959) hanno fatto meglio del centravanti olandese. Che poi ha scelto la Roma proprio perché sapeva che Gasperini lo avrebbe fatto giocare lì, come riferimento offensivo. "Ma io di attaccanti forti ne ho avuti tanti anche prima di Malen - dice ancora Gasperini - Penso a Milito al Genoa, ma anche a quelli che ho allenato all'Atalanta che sono finiti sempre nei primissimi posti della classifica cannonieri". (...) "Un po' me lo ricorda, è vero. Anche se Malen ha delle caratteristiche straordinarie, diverse da tanti altri attaccanti". Come l'accelerazione e il controllo, aspetti simili ad un altro campione del calibro di Gonzalo Higuain. "Fisicamente sono diversi, Donyell ha un po' meno di statura - continua Gasp - Però per rapidità del controllo, tiro e accelerazione in pochi metri è un paragone che ci può stare. Malen nello stretto ti brucia". Anche se poi ieri l'olandese poteva segnare anche più dei due gol messi a segno. "Sono felice e orgoglioso di questi miei 19 gol in 20 partite di Serie A, ma in effetti stavolta potevo segnare qualche gol in più - dice Donyell nella pancia del Via del Mare - Ogni partita ha una storia a sé, in questo momento sto giocando veramente bene. Ma ci sono anche altri compagni che meriterebbero questo premio (riferito a quello di migliore in campo, ndr). Penso a Lulli, ad esempio: è divertente ed è un piacere averlo come compagno. Sta giocando un grande calcio, tutti noi siamo contenti per lui". Tra l'altro dopo due giornate una partenza migliore di quella di Malen in Serie A ce l'ha avuta solo un altro romanista, Pedro Manfredini, con i sei gol del 1960-61. Con la doppietta di ieri, invece, l'olandese ha eguagliato le 5 reti di Batistuta (1997-98), Cané (1965-66), Boniperti (1953-54) e Reguzzoni (1930-31). Insomma, alla fine è un Gasperini che se ne va via felice e con gli occhi che brillano quello che lascia Lecce (...): "Questo è un gruppo straordinario, che gioca con passione, una componente fondamentale. Qualcuno mi ha insegnato che un giocatore è fatto soprattutto di testa e cuore, i muscoli e la qualità vengono dopo. Ecco questo è un gruppo che ha testa e cuore". E che ha anche una grande solidità, che si è manifestata anche nella partita di Lecce. "Siamo forti di testa e posso assicurare una cosa: quello che saremo capaci di fare lo faremo al cento per cento, mai al 99". Con l'obiettivo di allargare il gruppo: "Rispetto allo scorso anno per ora siamo qualcuno in meno, ma con scelte migliori. L'obiettivo è quello di rendere il gruppo omogeneo in modo tale che quando si fa male un Ndicka all'improvviso, come successo qui a Lecce nel pre-partita, la qualità della squadra non sia destinata a calare. Champions e campionato sono due maratone, non è uno sprint. Serve un gruppo corposo di giocatori».
(gasport)