IL TEMPO - Cresciuto nella Roma da allenatore delle giovanili e arrivato poi alla guida dell’Inter, Andrea Stramaccioni è uno dei doppi ex di Roma-Inter. L’ex tecnico, oggi opinionista di Dazn, presenta la sfida di sabato all’Olimpico e analizza il grande avvio della squadra di Gasperini: «Mi ha impressionato contro Fiorentina, Lecce e Atalanta per ritmo e intensità. Sulle idee di Gasp nessun dubbio invece».
Immaginava un avvio così convincente della Roma?
«Non che partisse subito a questi livelli di condizione fisica e forza mentale. Mi ha impressionato contro Fiorentina, Lecce e Atalanta per ritmo e intensità. Sulle idee di Gasp nessun dubbio invece».
Cosa ha aggiunto Gasperini rispetto allo scorso anno?
«Innanzitutto un anno di lavoro in più. Alle volte qualcuno paragona la sua Atalanta al settimo o ottavo anno al progetto giallorosso appena iniziato. Gasperini cresce di anno in anno anche perché piano piano assembla i giocatori adatti al suo gioco».
Quanto ha influito il mercato? La rosa è migliorata anche senza un colpo in attacco?
«La rosa è stata sicuramente irrobustita numericamente e soprattutto di giocatori dalle caratteristiche gradite a Gasperini. È mancata magari la pedina finale offensiva che avrebbe sperato ma reputo quello della Roma un mercato adatto al suo allenatore».
Lo scudetto può essere un obiettivo reale?
«Chi conosce Roma lo sa. L’entusiasmo che si sta generando è sano e trascina. Ero all’Olimpico contro l’Atalanta… e quando l’ambiente è in quelle condizioni la squadra viene trascinata e tutto diventa possibile. Il reale obiettivo della Roma secondo me è rimanere fra le prime quattro del campionato e dare continuità alla Champions. Poi parli sempre il campo ed è lecito sognare».
Il gap tra Roma e Inter è diminuito?
«Sì, soprattutto nella mentalità. Anche se l’Inter resta la squadra da battere per la qualità della rosa e abitudine a vincere. Gasperini ha faticato spesso contro l’Inter. Ha uno score inusuale contro i nerazzurri da quando sono passati al 3-5-2. Prima contro Conte, poi Inzaghi e infine nei due incontri con Chivu ha raccolto 4 pareggi e 10 sconfitte».
Pensa che sabato potrebbe provare qualcosa di diverso?
«Probabilmente rovescerà il vertice del tridente offensivo per occuparsi di Zielinski, da vedere se lo farà con un giocatore offensivo o con un centrocampista. Sui quinti saranno due duelli di corsa, ma la zona nevralgica sarà quella che vede la contrapposizione ai movimenti del quadrilatero offensivo dell’Inter formato dai movimenti combinati dei due attaccanti con i due centrocampisti interni nerazzurri».
Dybala-Malen o Lautaro-Thuram, quale coppia preferisce?
«Coppie diverse, il giocatore più creativo della serie A, Dybala, a inventare alle spalle di un giocatore veloce che vive sul filo del fuorigioco come Malen. Lato Inter una coppia con due punte che giocano sempre in combinazione, l’una per l’altra, come Lautaro e Thuram. L’argentino con Chivu fa spesso il rifinitore e lascia più libero di svariare il francese. E non dimenticare il valore di Esposito che ha caratteristiche ancora diverse».