Hanno fra i 19 e i 42 anni e non potranno più seguire la Roma allo stadio e non solo nella Capitale. Il questore Roberto Massucci, al termine di un’indagine condotta dalla Divisione Anticrimine e dalla Digos, ha emesso Daspo per 16 tifosi ultrà giallorossi. Gli uomini, tutti appartenenti alla Curva Sud, erano stati ripresi nell’atto del saluto romano durante la partita in casa del cinque settembre scorso all’Olimpico fra Roma e Atalanta. Alcuni di loro, inoltre, indossavano magliette recanti la scritta “uber alles” di nota memoria nazista. Immortalati e identificati in breve tempo dalla polizia i 16, fra cui anche diversi residenti in altre Regioni, sono stati raggiunti dai provvedimenti amministrativi che impongono il divieto di seguire le partite anche in altre città nonché all’estero per un tempo che va da uno a cinque anni. Non solo: per quattro tifosi, inoltre, il provvedimento è stato aggravato da ulteriori prescrizioni. Nel dettaglio i quattro tifosi dovranno presentarsi negli uffici di polizia nelle ore precedenti e successive agli incontri che in casa giocherà la AS Roma per l’intero campionato. […]
I tifosi, appartenenti al gruppo “Boys” interno alla Curva Sud e notoriamente legato all’estrema destra, credevano di poter passare inosservati e che nessuno gli avrebbe contestato quei gesti e quegli indumenti. Invece già individuati all’Olimpico nel corso della partita, sono stati poi identificati grazie alle indagini del commissariato Prati e della Digos che hanno permesso di recuperare anche foto e video, postati poi sui social da alcuni di loro nelle ore successive all’incontro. La durata del Daspo è variabile in ragione anche dei rispettivi precedenti specifici che alcuni tifosi avevano già alle spalle. Nello specifico, uno dei 16 “Boys”, a cui è stato notificato il Daspo da cinque anni, era gravato da un precedente divieto di accesso agli impianti dove si svolgono le manifestazioni sportive già dal 2022. Molti altri, invece, annoveravano denunce e contestazioni per porto d’armi ed oggetti ad offendere, minaccia, danneggiamento, rissa, contrabbando. Il provvedimento del questore segue le denunce, per la violazione della legge Mancino, che scattarono già nell’immediatezza dell’incontro. […]
I sedici, pur appartenendo al gruppo dei “Boys” e pur annoverando specifici e gravi precedenti, non figurano tuttavia nella “gerarchia” più conosciuta e violenta degli ultrà giallorossi. I loro nomi non figurano al centro di inchieste, da ultimo quella sul traffico di stupefacenti e lo spaccio nei bagni dell’impianto. Attività che, alla stregua dell’aumento delle verifiche con la ripresa del campionato, sarà arricchita da ulteriori sviluppi. L’attenzione, infatti, su tutto l’ambiente delle tifoserie è da sempre molto elevata. Diverse sono state le contestazioni finora mosse dall’autorità giudiziaria a fronte delle indagini di Digos e Squadra Mobile, che hanno accertato un giro di cocaina dentro e fuori dallo stadio, portato avanti dagli ultrà, ma guidato e sorretto, per quanto riguarda l’approvvigionamento, da organizzazioni criminali. A partire da gruppi legati o contigui al clan Senese.
(messaggero)