CORSPORT (A.GHIACCI) - La palla è passata alla Roma. Di nuovo in testa da sola nel girone di ritorno dopo otto anni, padrona del proprio destino. Con un po di difficoltà, quella incontrata per superare lAtalanta, ma il sorpasso ai danni dellInter è cosa fatta. Lo sanno bene bene i tifosi giallorossi, che hanno letteralmente accompagnato la squadra di Ranieri al di là dellostacolo bergamasco. Emozioni, sensazioni particolari, diverse dal solito, fin dal primo pomeriggio. E poi cori, bandiere, tante, tantissime, esultanze da brivido dopo i gol di Vucinic e Cassetti.
Ancora: il sentore di essere di nuovo al comando prima della paura. Colpa di Tiribocchi, che con il suo gol ha lasciato oltre 50.000 persone col fiato sospeso per una quarantina di minuti.
Fino a quando, mentre Totti stava astutamente giochicchiando nella zona della bandierina, è arrivato il fischio di Rocchi. A quel punto il boato è stato impressionante, una vera e propria liberazione.
POMERIGGIO DIVERSO - La Roma ha cominciato a sentire la differenza con le altre attese intorno alle dieci e dieci di sabato sera. Il gol di Krøldrup spazza tutti i dubbi, ferma lInter sul pareggio e consegna alla squadra di Ranieri lopportunità di giocarsela, di nuovo e fino in fondo, con i nerazzurri.
«Tocca a noi» le parole che la squadra ha cominciato a sentirsi dire da Ranieri ieri mattina. «Fin dal pullman si respirava unaria diversa, particolare » ha confermato poi Mexes. Il gruppo giallorosso arriva allOlimpico praticamente scortato - come spesso accade - da due ali di tifosi in festa. «Carica » è lo slogan per tutti.
VALORE AGGIUNTO - Il pubblico di casa ha cominciato a spingere la Roma fin dal riscaldamento. Non ne abbiamo la prova, ma siamo praticamente certi che entrare in campo con laria che vibra per i cori deve rappresentare un valore aggiunto inimmaginabile per i giocatori. Ieri i tifosi della Roma «sono stati davvero il famoso dodicesimo uomo in campo »
. Lo ha sottolineato anche il tecnico nerazzurro Mutti a fine partita: la capacità che ha il pubblico giallorosso di risollevare la squadra in certi momenti, in cui, specie nei finali di partita, le energie vengono a mancare. Ebbene, in uno di quei momenti, anche ieri, soprattutto ieri, quando in ballo cera il primo posto in campionato, le gambe dei giocatori di Ranieri hanno ricominciato a girare a mille. La concentrazione sale di nuovo, tutti attenti e ordinati dietro la linea del pallone; a difendere quel gol di vantaggio che vale oro.
VIA ALLA FESTA - Detto dellinizio e della partita, si può facilmente comprendere quanto accaduto dopo. I giocatori della Roma si stringono in un abbraccio che dice più di mille parole, prima di correre tutti uniti per mano sotto la Curva Sud. Curva che finalmente può liberare tutta la sua gioia. Per il pubblico sono attimi importanti, di vera goduria, tanto che a fatica la gente decide di lasciare lo stadio Olimpico. Non prima di aver cantato a squarciagola lultima canzone, lultimo inno, lultimo coro; non prima di venti minuti dal fischio finale. Nel frattempo, nello spogliatoio, cè soddisfazione. Non massima però: forse la tensione ancora da smaltire, forse la non brillantissima prova fornita - nulla a che vedere con quella sfoderata con lInter due settimane fa per intenderci -, i giocatori della Roma erano solo contenti. Anche il pubblico giallorosso però, è ormai maturo. La soddisfazione cè, salirà probabilmente tra oggi e domani - primi giorni della settimana che porta al derby - ma ognuno tiene per sé quella bella sensazione. Tanto per capirsi basta uno sguardo, un cenno. Qualcuno però, proprio non resiste: si sale in macchina e fuori dai finestrini vengono appese sciarpe e bandiere. E vai con il clacson lungo la strada di casa!