CORSPORT - Da semplice tifoso a gemello di Donyell Malen.
E la storia, surreale e bellissima, di Samuele Abate diventato martedì uno dei volti più riconoscibili della Roma sul web. Il motivo? La somiglianza impressionante con l'attaccante olandese, reduce dalla tripletta alla Fiorentina. Due gocce d'acqua che, dopo essere diventate virali, si sono finalmente incontrate: Malen ha voluto conoscerlo, i due hanno trascorso insieme un intero pomeriggio e poi l'attaccante ha condiviso sui social le loro foto. Una favola romanista nata quasi per scherzo e finita sotto i riflettori.
Samuele, com'è nata la storia del sosia di Malen?
«È iniziato tutto tra fine aprile e inizio maggio. I miei colleghi, quasi tutti romanisti, continuavano a dirmi: "Rasati la testa perché assomigli a Malen". Io non ero convinto, ma poi la gente ha cominciato a fermarmi per strada scambiandomi per lui. Avevo già il pizzetto perché ai lati la barba non mi cresce bene, proprio come a Donny. Poi con un collega abbiamo fatto dei video per scherzo: "Guardate con chi sto lavorando, con Bobby Malen". Sono diventati virali grazie anche a Radio Romanista che mi ha dato visibilità. In tanti per strada poi mi chiedevano selfie e persino di fare i saluti da Malen».
Pol è arrivato il vero Malen...
«Dopo qualche giorno Bobby ha commentato uno dei video scrivendo "fratello gemello" e lo ha anche ripostato. Pensavo fosse uno scherzo, invece era davvero lui. Il suo social manager mi aveva detto che forse avremmo potuto fare qualcosa insieme, ma non ci credevo. Quando mi hanno chiamato dicendomi che lo avrei incontrato sono rimasto senza parole. Ero emozionato come un bambino: sono romanista e non avevo mai incontrato un calciatore della Roma».
E quando finalmente vi siete trovati faccia a faccia?
«Ero già in tensione. Eravamo vicino Via del Corso, Donny è venuto verso di me e mi ha abbracciato ridendo. Io non sapevo nemmeno cosa dire. Poi abbiamo trascorso insieme tutta la giornata: abbiamo mangiato, ci siamo vestiti uguali, preso un gelato e siamo andati anche dall'ottico per comprare gli stessi occhiali. E lui me li ha regalati».
Non solo quelli....
«Mi ha regalato tutto l'outfit: maglietta, pantaloni, scarpe e occhiali. Più la maglia nuova giallorossa. Non me lo aspertavo assolutamente. Mi ha anche autografato due maglie, una dell'anno scorso, quella bianca con cui siamo andati in Champions anche grazie a lui. Io non volevo rubargli troppo tempo, ma mi ha detto: "Nessum problema, questa è la tua giornata". Una frase che non dimenticherò».
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Che Malen hai conosciuto lontano dal campo?
«Una persona molto semplice, alla mano, veramente a modo. Un ragazzo che come me ama il gelato crema e stracciatella, a cui non piace bere il caffè il pomeriggio perché altrimenti non dorme, che è introverso proprio come me. Salvo poi aprirsi quando capisce chi ha di fronte. A pranzo ha visto la mia timidezza e mi ha messo totalmente a mio agio ordinandomi da mangiare anche se ero un po' titubante: è stato bello scoprire l'uomo dietro al calciatore. Abbiamo parlato anche della Roma: gli ho chiesto quanti gol vuole fare e mi ha detto che non ha un numero preciso, pensa solo a segnare ogni volta che ne ha la possibilità e soprattutto a vincere. Vuole portare la Roma il più avanti possibile in Champions».
Che idea si è fatto Malen del rapporto tra Roma e i suoi tifosi?
«Gli piace tantissimo l'ambiente romano. Mi ha detto che qui sente quanto il popolo sia attaccato ai giocatori. Se dai tutto e sudi la maglia, la gente lo riconosce a prescindere dal risultato. Vuole dare il massimo per la Roma, e lo sta dimostrando».