Un miliardo di investimenti già stanziato, il progetto per il nuovo stadio della Roma di un miliardo e trecento milioni che fa sognare il popolo giallorosso. Da quando ha acquistato la Roma la famiglia Friedkin ha in mente di far crescere sempre di più il club giallorosso da tutti i punti di vi-sta. Una società forte che va di pari passo con i risultati sul campo, mai come quest'anno entusiasmanti. Un lavoro che la famiglia proprietaria della Roma ha messo in mano a John Galantic. Il neo amministratore delegato della Roma, ospite a Trento, ha raccontato la sua fede giallorossa, il rapporto con i Friedkin e il futuro del club giallorosso alla vigilia del Centenario. [...] Prima della Roma anche un passato nel consiglio di amministrazione della Ferrari e dal 2024 Ceo del Gruppo Tod's. E il suo ingresso nella Roma è stato subito a 360 gradi: «La mia avventura è iniziata al primo giorno di ritiro in Galles, mi sono buttato dentro nel pieno del calciomercato con un allenatore esigente come Gasperini. Un battesimo di fuoco, come società non aspettiamo gli altri e andiamo a prendere la palla. Abbiamo lavorato bene sul mercato, sono entrato in un momento positivo dopo il ritorno in Champions».
Galantic ha spiegato come è nata la sinergia con i Friedkin e il suo approdo alla Roma. «Mi hanno colpito per l'entusiasmo in questo progetto. Per un romano è difficile capire l'idea di restare in silenzio, ma Dan Friedkin ha creato un impero con diversi settori. Sono stato sorpreso di vedere che più tempo passa e non trovi interviste nemmeno su altri argomenti. Sono riservati e hanno chiesto a me di parlare. Per le partite sono sempre dentro e non fai questi investimenti se non ci credi».
Galantic lavorava per Tod's ma da anni aveva rapporti con la famiglia Friedkin, a un certo punto ha capito che era arrivato il momento giusto per fare il grande passo, lui che è sempre stato romanista: «Ho deciso che era una sfida troppo appassionante. Questa non è una scelta di carriera, la carriera l'ho fatta. Questa è passione ma non basta, qualche anno fa sarei potuto venire qui. Ci deve essere la convinzione di poter vincere qualcosa. Ho avuto la convinzione dalla proprietà, l'impegno e le risorse per fare qualcosa di grande. Una decisione facile per me».
Come si fa a costruire un progetto duraturo e sostenibile? Non vivendo di sole plusvalenze, crescendo talenti in casa come Lulli e Pisilli, ma non solo. Spiega Galantic: «Abbiamo tre progetti: rinnovare le giovanili, grazie a gente come D'Amico e Margiotta. Poi l'altra tappa di crescita tra la Primavera e la prima squadra: l'Under 23 ci serve. E infine sinergie con la squadra di Cannes, che è nel mercato più ricco di talenti. Ogni anno vogliamo mettere nuovi giocatori sviluppati in casa per crescere e avere un modello sostenibile». Ma sarà soprattutto il nuovo stadio a Pietralata a portare la Roma tra i top club europei. Il club punta alla posa della prima pietra entro marzo 2027. Se tutto andrà bene la prima stagione produrrà un aumento del 245% di incassi rispetto al 2025. E tutto questo senza contare sui nuovi sponsor. «Fra quattro anni lo stadio cambierà tutto, alza il fatturato e ci permette di fare un salto sportivo ed economico molto importante. È uno stadio concepito per i tifosi. L'Olimpico è bello e pieno di ricordi ma non è fatto per il calcio. Abbiamo studiato diversi elementi ed entusiasmanti. Immaginiamo la curva Sud più unita, sarà tanta roba. È interessante che questo è il quarto tentativo di fare uno stadio ma è la prima volta che arriviamo a questo livello di approvazione... e tutto questo i Friedkin lo hanno fatto in silenzio, con i fatti e con investimenti. Ogni tanto il silenzio è d'oro e funziona. Devo dire che per l'Italia è importante, un investimento di 1,3 miliardi per il Paese è un segnale per fare altri progetti simili». [...]
(Gasport)