Punizioni eccellenti? Zeman: «Scarse motivazioni. Qui gioca chi lavora»

La penna degli Altri
lunedì, 08 ottobre 2012 alle 9:15
GASPORT (A. PUGLIESE) - Se l'Atalanta per De Rossi era già stata nefasta la scorsa stagione (esclusione per il caso della riunione tecnica), per Osvaldo finora erano solo bei ricordi, visto che Bergamo gli ha aperto le porte dell'Italia. Da ieri, forse, è cambiato qualcosa, considerando anche l'attacco con cui Zeman ha spiegato
GASPORT (A. PUGLIESE) - Se l'Atalanta per De Rossi era già stata nefasta la scorsa stagione (esclusione per il caso della riunione tecnica), per Osvaldo finora erano solo bei ricordi, visto che Bergamo gli ha aperto le porte dell'Italia. Da ieri, forse, è cambiato qualcosa, considerando anche l'attacco con cui Zeman ha spiegato l'accantonamento dei due nazionali. «Sono rimasti fuori perché contano le motivazioni e io vorrei che tutti pensassero alla squadra invece che ai fatti propri».
Bum, il caso è ufficialmente aperto.
«Per me le gerarchie non le fanno i cognomi, ma il lavoro — dice il tecnico — Loro in settimana non mi hanno dimostrato di avere la voglia giusta. Spero cambino, altrimenti sarà difficile che li possa utilizzare ancora. Il "poi ci penso domenica" per me non vale». De Rossi, il cui feeling con il boemo è sempre più scarso, non andava fuori per scelta tecnica dal 2003-04. In panchina, in realtà, ci finì due volte nel 2007 (ma per precauzione, prima delle sfide di Champions con Lione e United) e il 26 settembre (Roma-Samp), di rientro da un infortunio. «Chiarirsi? Basta che tornino a convincermi con il lavoro. Il loro valore non l'ho mai discusso: De Rossi si sa che giocatore è, Osvaldo nella Roma è quello con più talento, dopo Totti». A gennaio manca ancora tanto e tutto può rientrare. Certo è, però, che sia De Rossi sia Osvaldo ci sono rimasti male. Proprio come Zeman, soprattutto per Osvaldo, che considera un suo uomo. «Burdisso? No, lui è diverso, come lui ne vorrei venti per applicazione, ma ora non riesce a rendere al meglio».
Mancata convivenza Ieri, poi, si è capita un'altra cosa: Destro e Osvaldo difficilmente giocheranno insieme. «Loro con Totti è dura, nessuno dei tre vuole giocare a destra. E poi Osvaldo e Destro hanno giocato insieme in Nazionale e non sono andati bene». E allora, partita chic a parte, Lamela da ieri è più titolare degli altri (Totti escluso). «Lo voglio così, ha corsa per tre ore e mi aspetto che lo faccia per tutti i 90', invece di aspettare che gli altri gli portino la palla — chiude Zeman — Poi c'è il discorso che può fare tanti gol. E mi aspetto li faccia». Già Totti, ieri ha dedicato la vittoria a Pallotta: «Una vittoria per lui e per le leggende della Roma». E Pallotta? È volato subito via, a Milano, a vedere i Celtics. Non prima di far trapelare la sua soddisfazione: «Sono contento della vittoria, serviva per ripartire bene».

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