Mani in tasca si avvicina con lo sguardo di chi ha poca voglia di parlare. Sembra un altro rispetto ad un paio d'ore prima quando, incrociando nel pre-gara l'ex Ferguson (ancora infortunato), lo aveva abbracciato sorridendo a più riprese con tanto di pacche sulle spalle. I tre gol rimediati dal Brighton lo preoccupano, molto di più dei quattro che aveva rimediato ad inizio tournée con il Cardiff: "È stata una pessima partita, indubbiamente. Abbiamo fatto una brutta prestazione. La sensazione che ho è che si fatichi a riattaccare la spina. Magari giocare questo tipo di partita può essere un qualcosa che ti aiuta a riattaccarla. Siamo un po' spezzati, tra chi ha lavorato dall'inizio e chi è arrivato dopo". Ma c'è dell'altro. Perché poi, tutto sommato, il lavoro tra Galles e Inghilterra lo ha soddisfatto ("Per il resto in questa settimana abbiamo lavorato abbastanza bene, in un ambiente fresco e ideale per le strutture"). E quell'altro, come spesso capita nella sua avventura romanista, è il mercato. (...) L'inizio è parzialmente soft: "Abbiamo delle difficoltà, a cui però pensiamo di poter rimediare nelle prossime settimane. Indubbiamente pensavo di essere più avanti con il mercato ma questo vale un po' per tutti. Anche se ci sono delle problematiche diverse. Ci sono squadre che non riescono a muoversi perché sono piene di giocatori. Noi invece non riusciamo a fare mercato perché ne abbiamo troppo pochi... Adesso le situazioni comunque si definiranno. La sessione estiva inizia il 1° luglio, ma poi si decide tutto negli ultimi 15 giorni di agosto. Sono date sbagliate, perché siamo in preparazione da un mese". Al di là della reprimenda sulla finestra temporale così ampia, è l'antipasto per l'accelerazione dialettica: "Se siamo più forti dello scorso anno? Ditemelo voi... Abbiamo sostituito Celik con Molina che vedremo martedì, abbiamo cambiato Dovbyk con Castro che credo ci darà buone soddisfazioni, è stata una buona operazione. Poi è arrivato questo Koulierakis che mi sembra interessante per completare la difesa. Numericamente mi sembra che ci sia ancora bisogno di qualcosa. Su chi andare e come chiudere vedremo. D'Amico sta cercando e trattando giocatori molto giovani ma anche molto importanti, quella è l'indicazione". L'indicazione di chi? Della società. Alla quale riserva una flebile stoccata: "Cessioni? Non lo so. Abbiamo un amministratore delega-to, dovreste fare a lui queste domande chiedendogli che cosa può fare o meno la Roma. Sui numeri e sulle possibilità di mercato la Roma passa a lui". Una risposta secca, diretta, circostanziata con la quale intende smarcarsi da possibili addii che non farebbero piacere alla piazza (Koné). Ed è la conferma, indiretta, che nel meeting di giovedì sera con l'amministratore delegato Galantic e il ds D'Amico non è andato tutto rose e fiori, a tal punto che l'allenatore ha deciso poi di dribblare l'intervento televisivo che aveva promesso a Sky. (...) Ora a 15 giorni dall'inizio del campionato servono i fatti. Gasp è lì che attende.
(Il Messaggero)