GIORNALETTISMO.COM - Degli acquisti della prima Roma firmata Usa, quella di Luis Enrique per intenderci, è rimasto solo lui, per i tifosi sarebbe un bel colpo all'anima. Arrivato all'ultimo giorno di mercato per un cifra piuttosto bassa – 10 milioni di euro – per uno che a 21 anni aveva già giocato due edizioni di Champions da titolare, Miralem Pjanic ora a distanza di cinque anni potrebbe lasciare Trigoria per poco meno del quadruplo, quella clausola rescissoria da 38 milioni messa nera su bianco sul contratto scadenza 2018. «
Nel calcio non si sa mai dove giochi la prossima stagione, ma io qui sto benissimo, mi sento a casa. Amo questa squadra e con questa maglia spero di poter vincere un giorno
» dice il bosniaco che dell’amore della Capitale ha vissuto tutto, dagli insulti più beceri (vedere video) alle standing ovation più calorose passando per le diffidenze e le critiche tradizionalmente indirizzate a quei calciatori belli che non ballano, troppo bravi per impegnarsi sempre, troppo svogliati per incidere sempre. Potenziali campioni discontinui.
I dati fotografano bene invece quanto l’ex Lione sia decisivo: ad esempio in stagione in tutta Europa solo lui e altri tre sono andati in doppia cifra sia di gol (10) sia di assist (11) e con la Champions arriviamo a 12 e 12 – gli altri tre sono Mahrez, Mkhitaryan e Di Maria. E ancora: Pjanic crea a partita più del doppio delle occasioni da gol e più del quadruplo degli assist rispetto ai suoi colleghi centrocampisti. E anche in fase di rottura non scherza: nel 2014 fu il giocatore con la percentuale più alta di contrasti vinti (86%), quest’anno è sopra la media per palloni recuperati e intercettati. Inutile infine soffermarsi sulle punizioni.
Ora che la Roma, per motivi di bilancio, ha bisogno di cedere almeno un big, ecco che tutto quel bendidio di parabole, verticalizzazioni e tackle richiama l’attenzione di tanti. Pjanic piace non solo all’estero – Bayern Monaco, Psg e Arsenal in prima fila: Allegri ad esempio stravede per lui, cerca un trequartista da due stagioni e i soldi che la Juventus incasserebbe dal Real Madrid se i Blancos dovessero sfruttare l’opción de recompra per Morata potrebbero finire dritti nelle casse giallorosse. Nessuna trattativa tra i club, si intende, bensì il semplice versamento della clausola, una volta incassato il benestare del calciatore – difficile, ma non impossibile. La Juventus ci sta seriamente pensando e almeno ai piani alti di Trigoria l’operazione non sarebbe vista come uno sgarbo: nulla insomma di paragonabile ai sanguinolenti cambi di casacca di Emerson e Zebina, il vento è cambiato, Agnelli e Pallotta si piacciono anche parecchio nonostante l’asse politico in Lega non sia più solido come un tempo. Mentre la Juventus resta alla finestra, la Roma prova a stringere: entro il 30 giugno prolungamento e ritocco del contratto (già ricco, intorno ai 4 milioni) o cessione. Che frutterebbe, al contrario di Nainggolan, anche una plusvalenza netta.