Mora, la Roma e una storia ancora tutta da costruire. Arrivato in estate dal Porto, il talentino lusitano ha trovato ad attenderlo nella Capitale un notevole carico di aspettative. Un po' per la sua storia, sbocciato da giovanissimo in patria, un po' anche per il prezzo del suo cartellino. D'Amico è riuscito a portarlo a Trigoria pagando 25 milioni per il 50% del suo cartellino, ma l'accordo col Porto prevede la possibilità di versare altre rate fino a un massimo di 50 milioni: quota che lo renderebbe l'acquisto più caro nella storia della Roma.
Eppure, nonostante le premesse, in questo avvio di stagione Mora il posto se l'è dovuto sudare, alternandosi con Soulé per completare il tridente con Dybala e Malen. E così, arrivati alla prima sosta stagionale, Mora ha raccolto cinque presenze tra serie A e Champions, per un totale di 187', praticamente due gare complete. Minutaggio che è bastato però al classe 2007 per trovare il suo primo gol in Italia, nel poker romanista al Lecce: «Segnare per la Roma è stato bellissimo», ha commentato Mora, parlando dal ritiro del Portogallo U21 a Canal 11. E ancora: «Spero però di trovare presto anche il gol all'Olimpico, è uno stadio magico. L'atmosfera è speciale e bellissima, ti fa venire voglia di giocare per quei colori e segnare per i tifosi».
Un augurio condiviso con Gasperini, che si aspetta da lui quel sostegno, anche in termini di gol, che serve al reparto offensivo per non gravare sulle spalle del solo Malen. «Parliamo di un ragazzo dal grande talento. Ogni volta che tocca il pallone hai la sensazione che può accadere qualcosa di bello», ha detto di Mora proprio il tecnico di Grugliasco. (…)
Tempo per crescere e migliorare Mora ne ha ancora molto, ma già dal rientro dalla sosta in avanti la Roma si attende da lui altre risposte positive. Dal Como al Sassuolo, i giallorossi sono attesi da 9 partite — di cui tre di Champions League — in 27 giorni. Ecco perché servirà l'apporto di tutti i giocatori e Mora. (…)
Intanto, sempre dal Portogallo, il fantasista è tornato anche sul suo addio al Porto, la squadra per cui da sempre fa il tifo e con la quale ha giocato dai 9 anni in poi: «Non è stato facile andar via, ma sono convinto che sia stata la scelta giusta. Il Porto sarà sempre casa mia, ma sentivo di aver bisogno di una nuova sfida in un contesto competitivo come il calcio italiano. Ora spero di vincere trofei con la Roma, siamo partiti bene». Infine, parole al miele per il compagno Dybala: «Lo ammiravo da bambino e sono grato di potermi allenare e giocare con lui. Fa cose che pochi immaginano». Vero, a Mora non resta che provare ad emularlo. Il talento c'è.
(Corsera)