La solitudine di Pallotta contro idioti e insensibili

La penna degli Altri
di zuma
martedì, 14 aprile 2015 alle 18:23
pallotta asrmedia sindacati
PANORAMA.IT (G. CAPUANO) - E' possibile che nel suo ufficio di Boston, James Pallotta abbia accolto con un'alzata di spalle l'immagine dell'ultimo sfregio: lo striscione in inglese (?) appeso fuori da Trigoria per insultarlo. Un passo avanti rispetto al lenzuolo esposto a Torino sempre dai suoi tifosi, che hanno fatto dell'"Idiots" quasi un marchio e, in generale, una consuetudine nel nostro calcio. Pallotta non è il primo e non sarà l'ultimo dirigente colpito da fuoco amico e a qualche colleghi in passato è andata anche peggio, come dimostrano gli atti di alcuni processi nei tribunali d'Italia e le scorte di cui si servono presidenti e amministratori. Che la Curva Sud non prendesse bene la decisione di strappare e non presentare ricorso contro la squalifica per cori e striscioni di Roma-Napoli, insomma, il buon James l'aveva messo in conto. E lo stesso aveva fatto rispetto alla grancassa dell'informazione più o meno neutra che circonda la società.
Quello che, forse, non aveva immaginato è che al suo gesto intelligente e coraggioso seguisse un silenzio assordante dei vertici istituzionali del calcio. Se cercate una qualsiasi dichiarazione da Figc o Lega Calcio risparmiate la fatica: nulla. E niente nemmeno da altri dirigenti, anche quelli che a parole si sono sempre schierati contro, vestendosi da paladini della lotta alla violenza e maleducazione da stadio. Neanche una riga a fondo articolo. Niente. Addirittura Garcia, che di Pallotta fino a prova contraria è un dipendente, ha evitato di entrare nel merito della questione preferendo un generico attacco ai sistemi della giustizia sportiva italiana ed evocando il "modello straniero"
, quello buono per tutte le occasioni.
Ovviamente anche noi, come Garcia, faremmo a cambio subito tra la serie A e la Premier League, giusto per fare un esempio a caso. E ci prenderemmo tutto: la commissione al posto del giudice unico (come vuole Garcia) e i club che i tifosi razzisti li perseguono, denunciano e bandiscono a vita dai propri impianti (come il Chelsea solo per restare all'ultimo caso). Difficile pensare che il francese dire le stesse cose a Londra, ma anche a Dortmund o Monaco di Baviera. Più facile immaginare Pallotta inserito in quel contesto e non nel nostro. Dove in attesa del pugno duro annunciato dalla Figc ci teniamo quelli come Garcia e i dirigenti dell'Atalanta, felici a braccetto con il Bocia. Tutti gli altri zitti. Sia mai che la prossima volta non capiti a loro.

APPENA ARRIVATO

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