Di buono c’è che si torna a giocare in campionato;
e pure che Roma-Sassuolo va in scena all’Olimpico. La faccia bella della squadra di
Gasperini si nota soprattutto se la si guarda da queste due angolature: in Serie A e nello stadio di casa.
Le tossine della Champions, per un po’, dovranno essere accantonate, fino alla prossima trasferta verso una grande, altra prova del fuoco, contro il Psg al Parc de Princes, il 25 novembre.
Il campionato per Gasp è un’altra storia. È una scelta, una comfort zone, specie se ricordiamo quanto dichiarato più volte nella scorsa stagione, quando la Roma giocava l’Europa League ma l’obiettivo principale, e appunto rivelato dall’allenatore, era un piazzamento in Champions e non l’Europa League. Quest’anno non lo dice nessuno, ma si intuisce: la Roma vuole competere per lo scudetto, il che vuol dire allo stesso tempo mantenere un posto caldo nella Coppa del prossimo anno. I fatti ci stanno dicendo che la rosa dei giallorossi, per i due grandi appuntamenti, non è sufficientemente adeguata, non tanto nella qualità, quanto nel numero. C’è da aspettare l’intervento della proprietà per migliorarla in vista della seconda parte della stagione, sperando pure di raggiungere almeno i playoff di Champions. Quindi, le scelte a volte diventano inconsce, diciamo pure inconsapevoli. [...]
Per la Roma domani sarà la nona partita post sosta (di settembre), da Como al Sassuolo, otto fatiche, da cui i giallorossi sono usciti a testa alta in campionato, così e così in Coppa. In mezzo, tanti guai fisici con cui Gasperini ha dovuto convivere: ci si salva da una parte, si soffre dall’altra, è inevitabile. La Roma gioca a ritmi forsennati e se si hanno calciatori contati diventa un problema. E anche domani, con il Sassuolo, la situazione più o meno è la stessa. Non si scappa. La Roma in campionato è un rullo compressore e lo è da un po’. Difficilmente sbaglia, raramente si fa sorprendere. Il trend è positivo fin da quando la squadra era stata presa in mano da Ranieri, che con una rincorsa splendida sfiorò un piazzamento in Champions. Meglio ancora ha fatto Gasperini, che con sette vittorie nelle ultime nove gare della scorsa stagione (con cinque successi nelle cinque conclusive) aveva agganciato addirittura il terzo posto.
La sua Roma non perde, in campionato, dallo scorso aprile. Una brutta caduta, che aveva lasciato nefaste sensazioni e pessimi presagi. A Milano, lo scorso 5 aprile, arrivava la pesante cinquina dall’Inter: brutta partita, pessima reattività. Una gara che praticamente la Roma non aveva giocato, come raramente le era capitato fino a quel momento. Da quella sera, anche dopo l’eliminazione dagli ottavi di Europa League, la Roma ha cominciato a correre veloce, toccando il traguardo finale. [...] Un altro dato: in casa, addirittura, una sconfitta in campionato non si ripete dalla notte di Roma-Napoli e dobbiamo tornare allo scorso 30 novembre, insomma quasi un anno fa. Da quella notte, fino alla caduta rovinosa di San Siro, sono arrivate altre cinque sconfitte, ma mai in casa: contro Cagliari, Juve, Atalanta, Udinese e Genoa. Un percorso balbettante, ma l’obiettivo non era il titolo.
Quest’anno, dopo dieci giornate, la Roma è ancora imbattuta in campionato, con 24 punti, 28 gol fatti e 10 subiti. A quattro dalla Lazio, a uno dall’Inter e con un punto in più sul meraviglioso Como, da cui la Roma non ha preso gol. Non ha perso gli scontri diretti, ma non li ha nemmeno vinti: sono arrivati tre punti con il Senigallia, a Napoli e con l’Inter in casa, tre delle prima quattro dell’ultima classifica, tre colleghe di Champions. Ha battuto l’Atalanta, che però al momento va considerata un’ex big del nostro campionato. Numeri confortanti, una linearità che fa pensare positivo in vista del prossimo step che comincerà dopo la sosta e terminerà a Natale. Ma prima c’è il Sassuolo, la nona fatica, e la solita emergenza. Che prima o poi finirà.
(Il Messaggero)