Di fatto, è come se avessero stretto un patto d'acciaio. Lui gioca, corre e lotta per due, Gasp lo gestisce nel migliore dei modi. Ma il patto in realtà va oltre e riguarda soprattutto il futuro, in particolare quello a breve termine. Già, perché Manu Koné e Gian Piero Gasperini sono destinati a stare ancora insieme per un po'. (...) Adesso c'è da pensare solo alla Roma ed alla sfida di Como. E da oggi tornerà a farlo anche lui, Koné, che nella gara del Sinigaglia avrà un ruolo chiave. Il francese ha giocato tre delle quattro partite della nuova Francia, quella targata Zinedine Zidane. Il quale nella prima, quella vinta in Turchia per 1-0, ha iniziato a schierarlo da centrocampista centrale. (...) Ribadito anche nelle partite successive. Un equilibrio che il francese dovrà confermare anche a Como, seppur in questa occasione Gasperini gli chiederà compiti diversi da quelli che ha dovuto assolvere con la maglia dei Blues. Contro la squadra di Fabregas, infatti, Manu dovrà soprattutto accompagnare, rubare palloni, trasformare l'azione da difensiva in offensiva. A dare equilibrio ci penserà De Roon (che dovrebbe giocare al posto di Cristante) , a lui toccherà invece essere il mediano in grado di andare e creare densità offensiva negli ultimi trenta metri di campo della squadra di Fabregas. (...) Anche se poi per l'allenatore giallorosso qualcosa nel motore del francese ancora non gira nel modo giusto. Basti pensare a quello che aveva detto subito dopo Inter-Roma, quando nonostante la doppietta (la prima della sua carriera) Gasp lo aveva sostituito, con il centrocampo giallorosso che ne ha inevitabilmente risentito. «Manu era calato, da inizio anno non ha la tenuta dei 90 minuti - le parole di Gasp - Ha fatto il Mondiale fino alla fine, le sue caratteristiche sono fondamentali per noi ma la tenuta non è quella dell'andata dell'anno scorso». E allora la speranza, ovviamente, è che Koné ritorni presto quello di prima.
(gasport)