Inimitabile Totti, campione troppo grande per stare in una fiction

La penna degli Altri
martedì, 16 marzo 2021 alle 8:40
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“Speravo de morì prima",
sei puntate su Francesco Totti in onda su Sky Atlantic da venerdì, è un coraggioso tentativo di restituire il pathos dell’apice e soprattutto dell’addio al calcio del “capitano”, dopo anni d’amore incontaminato e vagamente incompiuto. Coraggioso ma destinato a sconfinare nel didascalico.
Non c’è fiction che possa riprodurre la verità di uno sport o di una sua stella. E non è trascorso ancora abbastanza tempo dal Totti autentico, non c’è ancora abbastanza margine tra Totti e il “coraggioso” Pietro Castellitto per fare a meno dello sguardo originale dell’ex numero 10.
Il racconto ruota attorno alla sua esistenza agonistica e privata, con una particolare attenzione agli ultimi giorni, quando il sogno di Francesco rischiò, nell'ordine, di farsi confuso, sgretolarsi e infine costringere il suo autore ad un atroce risveglio, sudato e affannato. Il punto nevralgico della vicenda, lo snodo cruciale, è proprio la fine della carriera: un momento tremendo che nessun atleta vorrebbe vivere e di cui egli sa pochissimo, prima che avvenga, un momento che per sua natura sfugge come un pallone bagnato sotto la pioggia.
Quel che sappiamo è che Totti ha febbrilmente vissuto, da atleta e da uomo, un tramonto sbilenco, inquinato nei colori e nei toni dalla pessima relazione con l’ultimo Spalletti, un lungo addio avvelenato da mille malinconie e tormentato dai dubbi. Totti ha giocato sino a 41 anni perché era Totti. Nemmeno Spalletti (impersonato da Gianmarco Tognazzi che ha trasformato il tecnico toscano in una figura della commedia dell’arte, saccente e rancorosa) è riuscito a fare a meno di lui nelle ultime partite.
Alcuni personaggi secondari funzionano (soprattutto lo Spalletti “tognazziano” e il papà di Checco, interpretato da Giorgio Colangeli che ha conservato intatta la dolce ironia, quasi indifferente, di Papà Enzo): però manca l’illuminazione del più grande talento del calcio italiano. La fiction è un'esibizione, il calcio di Totti è visceralità. Non si potevano incontrare.
(La Repubblica – E. Sisti)

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