Il pragmatismo americano risolverà la storia infinita degli stadi di Roma?

La penna degli Altri
le immagini del nuovo stadio della roma nascera a tor di valle
TAFTER.IT (F. SPICCIARIELLO) - Il sindaco Ignazio Marino nel corso della sua visita a New York presso gli uffici della Raptor del presidente della AS Roma James Pallotta, dove è stato perfezionato l’accordo per la realizzazione del nuovo stadio dei giallorossi, ha definito l’impianto disegnato da Dan Meis “un’opera che farà parte della storia dell’architettura”.
Un investimento immobiliare che andrebbe a valorizzare l’area dell’ex ippodromo di Tor di Valle, quadrante sud ovest della Capitale, e che consegnerebbe alla AS Roma un impianto all’avanguardia capace di far crescere in maniera notevole il fatturato e – col tempo – i risultati della squadra. Un’operazione importante anche dal punto di vista urbanistico, dato che la costruzione dell’impianto sportivo, aggiunto al business park (tre grattacieli disegnati dall’archistar Daniel Libeskind, lo stesso che ha realizzato il Master Plan per la ricostruzione del World Trade Center), alla fermata della metro B e al miglioramento della rete viaria, renderanno di grande pregio una zona da decenni abbandonata a se stessa. Il tutto per un guadagno anche della società sviluppatrice che è stato calcolato tra i 500 e gli 800 milioni. Cifre che faranno agitare qualcuno e strillare alla speculazione, senza pensare che ad esempio le imprese che hanno riqualificato zone come i Docks di Londra hanno guadagnato assai di più, dando – come in questo caso – un servizio alla città ed ai suoi abitanti. Tanto più che parliamo di un investimento a capitale privato, quando invece in paesi come la Germania e la Francia, e persino i “liberisti” Stati Uniti, gli stadi sono quasi sempre costruiti a carico delle casse dello Stato. Come ha spiegato Pallotta, si tratta di “un progetto da un miliardo di euro. Creeremo qualcosa di straordinario per Roma, per l’Italia e per il Sud Europa”.
Qualche perplessità, non del tutto chiarita ancora, è sorta rispetto alla proprietà del club, che sarebbe della società sviluppatrice, e non della AS Roma. A riguardo Mark Pannes, Managing Director di Raptor Accelerator ed ex CEO della AS Roma ha dichiarato: “
È ridicolo affermare che lo stadio non sarà di proprietà della Roma. Semplicemente, la proprietà dello stadio e quella del club saranno separate per motivi finanziari. Investiremo centinaia di milioni di dollari e un simile finanziamento non poteva gravare sulle casse del club. Attualmente paghiamo 8 milioni di euro l’anno per l’affitto dell’Olimpico, il club ne pagherà 2 alla nuova società. Lo stadio è e sarà della Roma, lo dice anche il nome”. (...)

APPENA ARRIVATO

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