CORSERA (M. SCONCERTI) - La Juve non arriva bene alla partita con la Roma. Pirlo manca, Pogba anche, Vidal ha problemi fisici, Marchisio sta correndo per tutti. Ma è anche un momento di fiducia: 9 punti di vantaggio e una Champions che mostra una squadra competitiva. Difficile chiedere di più ad Allegri. Eppure questo non basta, se stasera la Roma vincesse, il campionato tornerebbe a essere incerto. Non è mai chiuso un campionato, il calcio ha risorse da grande commedia. Non ricordo per esempio un tecnico che abbia lasciato in dieci la propria squadra cambiando l’uomo sbagliato com’è successo a San Siro. Non è un’accusa a Montella, è un inno al calcio.
Tornando alla partita di stasera, giudicandola al netto del lavoro di Coppa, penso che vincerà la Roma se saprà essere veloce come può e come si è scordata di essere. Parliamo di una partita, non del campionato. In una partita secca la Roma è la squadra che più del Borussia può mettere in difficoltà una Juve abbastanza improvvisata. Non prendetevela se sbaglio, sono molti anni che cerco di vedere prima le partite e molte volte il calcio va da un’altra parte. Non penso alla Roma che davvero sarà , penso alla partita che ho in testa. E questo, per tanti piccoli segnali, mi sembra il suo momento. Ne riparleremo.
Intanto l’Inter interrompe la sua buona striscia. La Fiorentina gioca meglio fino al vantaggio, poi subisce e resiste. Montella cambia tutti rispetto al Tottenham, Mancini molto meno. L’Inter ha adesso una volontà diversa, ma non la qualità per seguirla. L’errore in una grande città , in una squadra di tradizioni e pubblico, è giudicare se stessi senza tener conto degli altri. L’Inter sta guarendo, ma gli altri non sono malati. Vanno per la loro strada. L’Inter è in compenso avanti al Milan perché ha capito il suo problema. Il Milan è una piccola illusione continua. Ha giocato le ultime 5 partite contro la Juve, poi contro Parma, Empoli, Cesena e Chievo. Si sono giudicati i punti come se avesse battuto avversari diretti. Conta poco il centravanti se non hai chi gli porta idee, contano poco i buoni giocatori se sono doppioni come Montolivo o Poli, Ménez con Cerci e Honda. E Bonaventura protagonista è il limite sottinteso della realtà di oggi.