IL TEMPO (G. TURCHETTI) - Un buon punto, contro un avversario temibile, in inferiorità numerica praticamente per tutto il secondo tempo.
Anche se Gasperini ha faticato a digerire l’espulsione di Malen, episodio che ha cambiato la partita. «Prima dell’intervento, c’è un fallo ripetuto su Malen ed è difficile sostenere che lui faccia del gioco violento. Ha avuto uno slancio dopo essere stato trattenuto, ma ha anche toccato la palla - ha commentato l’allenatore piemontese ai microfoni di Dazn - Quello che è brutto è il salto, ma non c’è intenzionalità. Sicuramente è stato un episodio che ha imbruttito la partita. È ora di smetterla con i fotogrammi che falsificano la realtà, abbiamo subito per anni questa cosa. Il calcio è fatto di azioni, altrimenti si può giustificare tutto. Non c’è nessuna volontà né determinazione a fare male da parte di Malen».
Fino all’espulsione, la Roma ha creato tanto e ha avuto diverse occasioni per sbloccare la partita: «Nel primo tempo abbiamo avuto delle ottime situazioni per fare gol, c’era la sensazione che potessimo passare in vantaggio. Poi, ovviamente diventa complicato se giochi buona parte della partita in inferiorità numerica contro una squadra forte come il Como. Non so come sarebbe finita la partita undici contro undici, ma eravamo fiduciosi di avere ottime opportunità. Così, invece, siamo stati costretti a difenderci e lo abbiamo fatto con lucidità e ordine. Un pareggio, in queste condizioni, va bene lo stesso».
Castro era sul punto di entrare in campo dopo il rosso di Malen, ma alla fine Gasperini ha deciso di proseguire con Dybala: «Paulo mi ha convinto strada facendo, ha cominciato a catalizzare diversi palloni, a darci respiro e a farci uscire. È stato straordinario anche quando siamo rimasti in dieci, come tutti i suoi compagni. Era quello più penalizzato perché doveva ballare tra i due centrali del Como, ma lo ha fatto con grande intelligenza e qualità, da giocatore che conosce il calcio. Non ricordo palloni persi e, anzi, mi sembra nuovamente forte nello spunto. Peccato per la situazione del primo tempo in cui poteva fare gol, ma la sua prestazione è stata di grande livello». Una menzione speciale anche per Gollini, che aveva l’arduo compito di sostituire Svilar dopo un lungo periodo di inattività: «È stato indubbiamente bravo, anche nel rilancio con i piedi e con le mani. È stato attento e preciso, saprà sostituire molto bene Svilar». È già il momento di voltare pagina, perché torna la Champions e mercoledì arriva il Real Madrid all’Olimpico: «Affrontiamo una delle migliori squadre in assoluto, che ha fatto un mercato incredibile. Mourinho a Roma ha lasciato un ricordo e un affetto straordinario, ma ora la nostra è un altro tipo di squadra».