IL TEMPO (T. CARMELLINI) - Uneliminazione dallEuropa League, novanta minuti di campionato giocati e Luis Enrique si ritrova già sulla graticola. La società lo blinda (ieri dopo la partita riunione a Trigoria con il tecnico, il ds Sabati e lad Fenucci: la società ha ribadito stima, fiducia e vo
Lammissione di colpa non cancella la delusione per una falsa partenza che ora la Roma deve smaltire in fretta. «
Ho una buona squadra, una buona panchina. Sono deluso per quanto successo soprattutto per i tifosi. Quanto ci vorrà per vedere la vera Roma? Non so, ma ho fiducia in questa rosa e spero cambieremo velocemente così che i tifosi possano vedere una squadra vincente. Credo che la società abbia fatto un bel lavoro e credo che quando arriveranno i primi gol, arriverà anche la fiducia e ne arriveranno degli altri». Un passaggio inevitabile su capitan Totti che era stata una delle «grane» della vigilia e ieri invece è diventato un titolare inamovibile. «Ha giocato 90, come lavete visto...? Può dare molto di più, lo conosco bene anche io».
Polemica!? Su José Angel pochi dubbi. «Ha giocato benissimo, è chiaro che sia stata un'espulsione frutto della frustrazione anche se non possiamo commettere un errore del genere e lavoreremo anche su questo. Comunque per me non era cartellino rosso». Dello stesso avviso, ovviamente, il popolo romanista allOlimpico: altra nota positiva della giornata giallorossa. «Quello che più mi ha colpito - continua il tecnico - è la passione della gente, non solo alla partita: come avviene in Spagna». Ma dietro langolo cè già unalta sfida pesantissima: lInter a San Siro. «Sarà una partita difficilissima, ma lo sarà anche per loro. È questa la nostra mentalità. La squadra segnerà molto e i risultati arriveranno».