DiBenedetto: "La mia Roma senza limiti"

La penna degli Altri
venerdì, 07 ottobre 2011 alle 9:26
CORSPORT (A. GHIACCI) - Temi conosciuti, altri meno, alcune informazioni inedite. A tutto campo, tra passato, presente e futuro. Tom DiBenedetto, e con lui la sua Roma, sbarca in Europa. Per ora, perché l’obiettivo è molto di più: giallorosso senza confini, che tocchi tutti i continenti. E allora c’è da spiegare il perché dell’inve
Che, come si è ormai ampiamente compreso, è aziendale, da super-marchio. Senza trascurare però il campo, i risultati, perché senza di questi non si può ottenere il pass, il primo appeal nei confronti di tifosi e appassionati. Se la squadra va bene, il rilancio aziendale e la globalizzazione del brand legato alla Roma sarà più facile, almeno inizialmente. E allora ecco la spiegazione, convinta, sentita, che le scelte fatte finora rappresentano il meglio, sotto tutti i punti di vista, economico e sportivo. Il tutto, perché no, anche con un pizzico di sentimento: ché una città come Roma, si sa, a trasportarti ci mette un attimo, e Tom, a giudicare dalle espressioni del viso mentre parla, se l’aspettava fino a un certo punto. Da capo di una grande compagnia ha idee chiare, sul breve, medio e lungo periodo. O meglio, derby, prospettive triennali e stadio di proprietà. [...]. Il club giallorosso fa parte di quella schiera di squadre su cui un grande investitore straniero ha deciso di puntare. [...]
Mr. DiBenedetto, facciamo un primo bilancio a pochi mesi dalla sua en­trata in scena. E’ felice di aver com­prato la Roma?
«Assolutamente sì, sono straconvinto di aver fatto la scelta giusta. La Roma è un brand già conosciuto in tutto il mon­do ».
Ma se è già conosciuto allora il proget­to di internazionalizzazione in cosa consiste?
«Intendo dire che tutti conoscono Ro­ma e in molti, nel mondo, hanno studia­to la sua storia. E’ da sempre una delle città più visitate. [...]. Ro­ma ha una opportunità di mercato im­mensa, se legata al buon business. La­voriamo sui margini di sviluppo, vo­gliamo eliminare i confini, arrivare a livello globale. In più abbiamo rappor­ti con diplomatici delle ambasciate e una serie di relazioni internazionali: quando questi uomini tornano negli Stati Uniti diventano veri e propri am­basciatori di Roma».
Intenzioni valide, non c’è che dire. Ma “ buon business” significa soltanto buon affare?
«No, significa che le potenzialità vanno sfruttate secondo logiche aziendali, ben definite. Finora la Roma è stata troppo legata a una gestione provinciale. Per la situazione che abbiamo ereditato non siamo riusciti a muoverci subito come volevamo, non abbiamo potuto adottare una politica troppo aggressiva per ra­gioni di bilancio. Serviva e serve una visione costruttiva. E su questa strada lavoreremo» .
Come si sviluppa un club come il suo?
« Puntando soprattutto sul marketing. Partendo, ovviamente, dal web. Abbia­mo da pochi giorni puntato sui social network, Twitter e Facebook: in poche ore i contatti sono arrivati a quota set­tantamila...» .
Il suo essere americano può fare da traino per il disegno che ha in mente?
«Anche negli Stati Uniti le chances che ha la Roma sono grandissime. Ci posso­no essere tantissimi nuovi fan giallo­rossi. Stiamo già creando, anche grazie ai manager della Raptor, alleanze e partnership. E’ già previsto che presto ottomila ragazzini di squadre giovanili giochino con la maglietta della Roma, e in cinque stati diversi. Il calcio in Ame­rica piace, i bambini lo conoscono an­che per i giochi elettronici. E poi in te­levisione il canale Espn trasmette le partite europee. Pensate che anche i miei cinque figli conoscono il calcio e gli piace tantissimo. [...]».
Tanta roba davvero. Dove sarà la Ro­ma tra tre anni?
« Sarà prima di tutto una squadra in grado di entusiasmare i propri tifosi. I nostri giovani saranno cresciuti e sa­ranno la nostra vera forza. La speranza è che giocheremo la Champions League e allora sì che potremo arrivare ovun­que. Dopo l’America anche all’Asia, un altro mercato a cui punteremo» .
Il fair play finanziario è un tema attua­lissimo. Che cosa ne pensa?
«Inizialmente secondo me sarà soprat­tutto un vantaggio per i grandi club che dispongono già di introiti alti. Ma il po­tenziale di mercato di cui ho parlato permetterà alla Roma di avere dei be­nefici anche con il fair play finanziario. Siamo a favore e pronti alle nuove rego­le ».
I passi successivi?
«Lo stadio, senza dubbio. Il nuovo im­pianto rappresenta una priorità econo­mica assoluta. Vogliamo uno stadio fat­to apposta per il calcio, che abbia i tifo­si vicini al campo, dove i tifosi possano trasferire la propria energia ai gioca­tori in campo. Questo può essere un vantaggio per una squadra, soprattutto nelle partite in cui la squadra sarà stan­ca e avrà bisogno di una spinta in più, di nuova energia» .
E l’Olimpico?
« Non è di nostra proprietà, e quando una cosa non è tua hai un potere limi­tato. Vogliamo lavorare con il Coni per migliorare la situazione e aumentare gli introiti. Non sarà possibile ammo­dernarlo. E’ lo stadio Olimpico e così rimarrà, sperando che Roma possa ospitare le Olimpiadi del 2020. Oltre­tutto ci sono anche altri problemi... » .
Quali?
« La difficoltà di poter controllare il flusso economico generato allo stadio, proprio perché non siamo i proprieta­ri. E poi l’Olimpico è condiviso anche con l’altro club di Roma: inevitabil­mente qualsiasi operazione è rallenta­ta perché uno può essere d’accordo e un altro no. Comunque non è un pro­blema condividerlo con la Lazio, an­che in america succede lo stesso con i New York Giants e i Jets dividono lo stadio, e funziona. [...]» .
Il progetto tecnico si sta sviluppando secondo gli auspici?
« Sì, siamo molto felici di come stanno andando le cose. Anche perché i risul­tati sono la prima cosa, tramite le vit­torie si conquistano sempre più tifosi e anche il piano economico ne trae bene­che ficio. Le due cose sono strettamente le­gate e noi siamo partiti proprio dal campo. La crescita della squadra è sta­ta molto soddisfacente. [...] Ma d’altronde, con i professionisti che abbiamo scel­to non poteva essere altrimenti » .
A chi si riferisce?
« Baldini, Sabatini e Luis Enrique. Il primo tra pochi giorni sarà con noi a tempo pieno. Il direttore sportivo è un esperto formidabile nella scoperta e nella valorizzazione di giovani talenti. Il tecnico lo siamo andati a prendere a Barcellona perché figlio di una scuola ci piace, che alla base ha il duro la­voro e il gioco di squadra. E’ un model­lo, uno stile, che piace tanto anche ai tifosi, lo hanno dimostrato aspettando­ci, senza metterci fretta » .
Quindi Luis Enrique gode della massi­ma fiducia della dirigenza?
« Fiducia? Di più. Sono sempre stato convinto del nostro allenatore. Credo che sia molto competitivo, estrema­mente intelligente e un gran lavorato­re. Lui dà tanto e chiede altrettanto ai suoi giocatori. Credo in Luis Enrique e, cosa che apprezzo, credo che il suo approccio sia rimasto sempre coeren­te » .
Che rapporto ha DiBenedetto con Tot­ti?
«Sono un grande ammiratore di Fran­cesco. Lui è un simbolo. Sono molto contento del modo in cui sta lavorando tutta la squadra: da Francesco Totti in giù c’è grande impegno. Ma credo che il capitano, probabilmente, è stato quel­lo che ha lavorato più duramente di tut­ti, così come si è visto nelle ultime due partite che ha giocato, in cui è stato davvero eccezionale. E’ un esempio che trascina anche i giocatori più giovani con la sua professionalità. E’ un vero leader».
Tra dieci giorni affronterà il suo primo derby da presidente. Come si sente?
« Quella contro la Lazio è una partita speciale, lo so. L’altro giorno Walter Sa­batini mi ha chiesto se avessi capito co­sa rappresentasse davvero il derby a Roma e a cosa potesse essere parago­nato: io ho risposto che penso sia simi­le ad una “battaglia”. [...]. La mia speranza naturalmente è che la Roma possa vin­cere, ma so che entrambe le squadre daranno tutto per ottenere i tre punti».
A gennaio la Roma comprerà ancora?
«Dipende da quello di cui avremo biso­gno. Al momento siamo molto contenti dei giocatori che abbiamo e dal livello di gioco che stiamo raggiungendo pas­so dopo passo. In estate sono arrivati undici giocatori nuovi che devono anco­ra conoscersi al meglio tra di loro. Co­munque vedremo, è ancora presto per parlarne. Per ora siamo contenti degli acquisti fatti».

APPENA ARRIVATO

easy parking pubblicita

Lunga Sosta Easy Parking: il parcheggio ufficiale di Aeroporti di Roma, comodo e vantaggioso per chi vola da Fiumicino

mar 12, 18:24

All’aeroporto di Roma Fiumicino, il Parcheggio Lunga Sosta Easy Parking di Aeroporti di Roma rappresenta la soluzione migliore per chi cerca comodità e convenienza, offrendo due alternative pensate pe...

Endrick

Calciomercato Roma, D'Amico a lavoro per Endrick: possibile un prestito con diritto di riscatto e contro riscatto a favore del Real Madrid

lug 29, 21:03

Endrick resta nel mirino della Roma che, nonostante l'acquisto di Santiago Castro, sta continuando a monitorare il classe 2006 in forza al Real Madrid. Arriva un ulteriore aggiornamento su Endrick. Se...

ezzalzouli

Calciomercato Roma: per Ezzalzouli strada in salita, il Betis chiede 45 milioni. D'Amico offre 35 più bonus

lug 29, 19:59

Non sarà facile, per la Roma, arrivare a Ezzalzouli. La trattativa parte subito in salita. Il Betis, secondo le informazioni riportate dal giornalista, chiede per il suo giocatore 45 milioni di euro. ...

OIP (15)

Calciomercato Roma, domani giornata decisiva per Koulierakis: si tratta su una base di 15 milioni di euro più bonus

lug 29, 19:33

La Roma ha sempre più in pugno Konstantinos Koulierakis del Wolfsburg. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, quella di domani potrebbe essere la giornata decisiva per chiudere l'affare per i...

Foto

Loading