De Rossi ha un motivo in più

La penna degli Altri
venerdì, 22 gennaio 2010 alle 9:34
CORSPORT (G. D'UBALDO) - La sua unica vittoria in cam­pionato contro la Juventus è una sera­ta da ricordare. Otto febbraio 2004, Fabio Capello rifilò quattro gol a Mar­cello Lippi, Totti fece segno il segno con la mano “quattro e a casa” a Tudor che diventò un cult per i tifosi della Roma. Quella sera De Rossi aveva vent’anni ed entrò nei minuti di recu­pero al posto di Dacourt. Restò in cam­po per 120 secondi, giusto il tempo di provare una gioia che mai più ha assa­porato. Quella è stata l’unica vittoria contro la Juventus del centrocam­pista azzurro, che se Tot­ti dovesse partire dalla panchina guiderebbe la Roma da capitano. L’al­tro successo sui bianco­neri è più recente e risa­le esattamente a tre anni fa. La Roma di Spalletti vinse a Torino, ma era Coppa Italia.

Il bilancio di De Rossi con la Juventus è negati­vo. Cinque sconfitte, due pareggi e una vittoria, più una vittoria e un’altra sconfitta in Coppa Italia.
Le milanesi, la Lazio. Poi per impor­tanza, per un romano come lui, viene la sfida contro la Juve. De Rossi anco­ra non sta al cento per cento. Ha fasti­dio al piede infortunato a Cagliari. Do­menica contro il Genoa è andato in panchina, aveva dato la sua disponibi­lità a Ranieri. Ieri si è allenato rego­larmente, ma ha ancora un po’ di dolo­re. Che non gli impedirà di giocare contro i bianconeri. De Rossi, unico romanista sicuro al Mondiale, sfida il blocco azzurro della Juventus caduto in disgrazia.
De Rossi ci tiene a questa partita. La Roma al terzo posto appena conquista­to, la Champions League da tenere stretta. Domenica contro il Genoa in panchina è stata una sofferenza. Avrebbe preferito giocare. Ha avuto un’altra settimana per recuperare. A questa sfida non rinuncerebbe mai.
De Rossi è uno dei migliori centro­campisti al mondo, sempre nel mirino dei più grandi club europei. Ancelotti ha cercato di portarlo al Chelsea, in questi giorni in Spagna scrivono che il Real Madrid è pronto a fare carte fal­se per averlo. Quaranta milioni sono pronti per convincere la Roma. Che non ha mai voluto trattare De Rossi, neanche due anni fa, quando gli stessi due club erano pronti a fare un’asta per assicurarsi il giocatore.
Da Madrid as­sicurano che Florentino Perez, che ha mantenuto buoni rapporti con Rosel­la Sensi dai tempi del­l’operazione Cassano, non chiederà mai un gio­catore che sa che la Ro­ma non vuole cedere. Il presidente della Roma non porterebbe mai a conclusione un’operazio­ne che farebbe vacillare il senso di appartenenza dei tifosi giallorossi. E’ stata già dolorosa la cessione di Alber­to Aquilani, non si discute neppure di quella di De Rossi.
Contro la Juventus all’andata realiz­zò il gol del momentaneo pareggio del­la Roma. Una prodezza balistica da lontano che ingannò Buffon. Non bastò per evitare la fine dell’epoca Spalletti alla Roma. Fu la prima delle sue cin­que realizzazioni in questo campiona­to, De Rossi ha una media-gol vicina a quella di un attaccante. L’ultima rete l’ha realizzata di testa contro il Chievo, dopo una manciata di secondi. Danie­le riparte da lì. Per riprovare l’emo­zione di battere la Juve che lo riporta indietro, a quando aveva venti anni.

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