Da Nainggolan a Grenier e Ibarbo: se il mercato non sempre “ripara”

La penna degli Altri
ibarbo corsa pallone 2015 16
Gennaio non è solo Abel Xavier, e non è neppure solo Paolo Poggi o Massimo Marazzina, ma è anche (e per fortuna) Vincent Candela. Radja Nainggolan. Oppure Antonio Carlos Zago o Luca Toni. Non solo meteore, dunque, ma pure guizzi che hanno fatto storia, dal 1995, da quando esiste la finestra invernale di riparazione, seppur ogni tanto l’arrivo diventa peggiorativo. Mourinho aspetta e spera. Ci vuole fortuna, un po’ di coraggio, soldi, quelli sempre e soprattutto. Se non spendi, devi sperare e pregare, se investi non esiste riparazione, esiste rinforzo, che si faccia in estate o a gennaio, poco cambia. Ricordate Luca Toni? Siamo nel lontano 2009-2010, si portavano piumoni e cappotti, quando Luca è sbarcato nella Capitale. Ed era primavera quando un suo gol all’Inter (di Mourinho…) stava per regalare lo scudetto alla Roma. Il bidone è sempre dietro l’angolo, perché spesso il tanto per comprare porta a decisioni affrettate, è successo a tutti, da Daniele Pradé a Walter Sabatini, fino a Petrachi. La Roma negli anni, di calciatori inutili, ne ha pescati, ma come detto, non solo. Nella lista dei buoni c’è pure Olivier Dacourt, che ha fatto parte di una Roma che ha sfiorato il quarto scudetto, per poi finire all’Inter. Dignitoso qui e dignitoso a Milano: Olivier, calciatore di rendimento, non un fenomeno ma ad avercene ora quelli come lui. Nella storia recente, come non ricordare l’arrivo di Stephan El Shaarawy (due volte in gennaio), che stava scomparendo al Monaco e poi in Cina, o di Diego Perotti, che con un gol (e non solo quello) decisivo al suo Genoa ha regalato il secondo posto alla Roma nel giorno dell’addio di Francesco Totti, maggio 2017. L’elenco dei bidoni è maggiore, questo sì, quelli che le dieci presenze era quasi un record o quelli che hanno anche giocato di più ma senza lasciare tracce indelebili, vedi Torosidis e Marquinho. Da Poggi (sei partite) a Spolli (una presenza), da Marazzina (sette), da Tetradze (sempre infortunato) a Fabio Junior, da Tavano, Wilhelmsson a Zukanovic e Grenier (sei partite) e come dimenticare anche Jonathan Silva (due apparizioni nella Roma di Di Francesco): arrivati e spariti in un attimo, o quasi, appunto, come Abel Xavier nel 2004, arrivato e ripartito nel silenzio dopo 3 partite giocate.
(Il Messaggero)

APPENA ARRIVATO

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