IL TEMPO (L. PES) - E alla fine arriva... Cristante. Passano le stagioni, cambiano gli allenatori e si alternano i compagni di reparto. ma il quattro giallorosso è sempre li nel mezzo direbbe Luciano Ligabue, e in effetti il riferimento musicale rende bene l'idea del ruolo del centrocampista friulano della Roma. Spesso criticato, mai apprezzato fino infondo dai tifosi ma perennemente impiegato dai tecnici. Di Francesco, Ranieri, Fonseca, Mourinho, De Rossi, Juric e Gasperini (che a Bergamo lo aveva esaltato come trequartista incursore). Ognuno di questi, alla fine, gli ha affidato le chiavi del centrocampo considerandolo diga imprescindibile e uomo utile sia per struttura fisica che per letture senzapalla. Ha saputo convivere con diversi interpreti e con moduli cambiati nel tempo. Dai primi mesi con De Rossi e Nzonzi accanto fino alla coppia ben assortita con Veretout, passando per Villar,Matic,Oliveira,Paredes e infine Koné. Una fiducia che dal 2018 ad oggi lo ha portato ad occupare il decimo posto all Iime della classifica dei giallorossi più presenti con 370 apparizioni in tutte le compedzioni.E da qui a fine anno nel mirino c'è il settimo posto di una leggenda come Bruno Conti, che di partite con la maglia della Roma ne ha giocate 402.In mezzo le 389 presenze di Tancredi e le 397 di Sebino Nela. Un trittico di campioni d'Italia che fanno ben sperare per il proseguo di una stagione che Cristante. In gol al ritorno in Champions e prestazioni positive sin dall'esordio in campionato. La ciliegina sulla torta il primo tempo contro l'Inter, nel quale l'azzurro ha dominato insieme a Koné di fronte alla qualità della mediana nerazzurra. Ora Gasperini attende il rientro dopo i problemi alla schiena che non gli hanno permesso di rispondere alla convocazione del ct Mancini per le gare della Nazionale. Al rientro ci sarà,sempre lì, a dare equilibrio e centimetri in mezzo alcampo insiemea Manu Koné, coppia imprescindibile per Gasp, che non nei momenti importanti non ci rinuncia mai, anche se dietro c'è uno scalpitante Pisilli e il fedelissimo De Roon. Forze utili e diverse tra loro, con l'olandese che per caratteristiche può essere molto più vicino a quelle di Bryan. Dalla scorsa stagione, peraltro, a Cristante è finita sul braccio la fascia di capitano, dal momento in cui Gasperini la assegna al calciatore con più presenze in rosa. Ma la sua leadership, silenziosa e poco appariscente, non è mai cambiata negli anni, anche oltre critiche e momenti difficili. Aveva iniziato con la benedizione di De Rossi e ora sogna di tentare l'impresa che non è riuscita al suo ex compagno prima e allenatore poi. Ma per i sogni c'è sempre tempo. Ora la priorità assoluta è il Como, anche se mancano più di dieci giorni alla ripresa del campionato. Ma la sicurezza è che lui sarà lì, lì nel mezzo.