Dal Subbuteo al prato del Sinigaglia, uno per provare ad agganciare il primo posto, l’altro per mantenerlo. La lunga sosta imposta dagli impegni nazionali non è ancora terminata eppure Cesc Fabregas e Gian Piero Gasperini sono già in clima Como-Roma. Mancano cinque giorni all’appuntamento dell’ora di pranzo e prima ancora che il pallone cominci a rotolare nel suggestivo stadio col lago sullo sfondo i due allenatori hanno improvvisato uno scambio a distanza: simpatico botta e risposta tra il Festival dello Sport di Trento e Castelnuovo Don Bosco, in provincia di Asti, per mettere ancora più pepe a una sfida che si preannuncia effervescente, sia per la classifica sia per lo stile di gioco dei due allenatori. […] Cesc e Gasp non si sono incrociati a Trento per poche ore: il romanista è stato ospite del Festival dello Sport venerdì, il tecnico del Como domenica. Fabregas si è divertito ad anticipare la sfida col Subbuteo: ha disposto i giocatori sul campo uno contro uno e poi si è soffermato sui movimenti della Roma quando deve recuperare il pallone nella metà campo avversaria, riducendo gli spazi e costringendo gli avversari a trovare soluzioni fantasiose per uscire dalla pressione. La risposta di Gasp è arrivata ieri via Sky: «Ora mi metto a studiare anche io per trovare delle contromisure. A Subbuteo Fabregas mi ha bloccato e ha vinto il Como, speriamo che domenica sia diverso». […]
Subbuteo a parte, i due si sono scambiati elogi e complimenti. «Ho un grande rispetto per lui – ha detto Fabregas –, mi piacerebbe che un allenatore più esperto come Gasperini mi dicesse se sbaglio. Mi piace ascoltare le persone che sanno più di me». «Chi segue il calcio apprezza l’evoluzione del Como di Fabregas – ha risposto Gasperini –. Non è solo figlia di investimenti di una proprietà facoltosa ma anche della qualità del gioco che esprime. Una miscela di componenti che fa sì che la squadra sia accreditata tra le migliori del campionato. L’Inter è superiore a tutti per lo scudetto, il Como sta tra quelle che possono giocarsela». […] Cesc e Gasp sono agli antipodi per età – il tecnico più giovane contro il più anziano della Serie A, divisi da quasi trent’anni – però hanno giocato nello stesso ruolo – centrocampisti ma con carriere molto diverse – e sono affini per carattere, sanguigni e poco inclini alla diplomazia. Tutti e due con Como e Roma hanno già fatto meraviglie, conquistando un inaspettato accesso alla Champions League e lasciandosi alle spalle Milan e Juventus, ma ancora non sono sazi. […]
Il possesso del Como contro la verticalità della Roma. Fabregas e Gasperini cercano il dominio attraverso strade diverse: vogliono comandare la partita e mai subirla, però, anche per le caratteristiche differenti dei giocatori, hanno principi differenti. Cesc vuole la palla e il ritmo con il quale viene mossa cambia durante la gara. Il fraseggio può essere più rapido o più ragionato, ma lo scopo è sempre lo stesso: portare gli avversari fuori partita, anestetizzandoli quasi, magari spingendoli a pensare che non ci siano pericoli. E invece ci sono, perché oltre alla palla si muovono i giocatori e prima o poi arriva il momento in cui c’è il compagno libero per l’imbucata che fa nascere un’occasione. […] L’uomo contro uomo del Gasp dovrà essere eseguito con estrema attenzione perché, se salta un anello, tutta la catena può andare in sofferenza. La pressione giallorossa, però, può mettere in difficoltà la costruzione del Como. In caso di riconquista, la verticalità della Roma può essere letale anche perché la difesa di Cesc è spesso alta e non sempre ordinata, soprattutto quando i terzini salgono e non vengono coperti. Il Frosinone scelse di soffocare i due centrali di centrocampo accettando il rischio dell’uno contro uno sulla propria trequarti. La Roma starà più bassa e proporrà grande compattezza con un blocco medio, ideale base di partenza per le ripartenze intrise di tecnica e velocità. Dal Subbuteo al prato del Sinigaglia: Cesc e Gasp sono già in clima partita.
(Gasport)