Bandiere e inchini: Mancini il guerriero, per sempre a Roma

La penna degli Altri
martedì, 19 maggio 2026 alle 7:43
roma lazio mancini 3
Da piccolo tifava Inter, "
un po' come tutta la mia famiglia". Poi è diventato grande e con il passare degli anni la passione è scemata ed è stata sostituita dalle stimmate del professionista. Solo che l'indole di Gianluca Mancini è rimasta la stessa, quella di un giocatore che è anche un po' tifoso. Ed ai colori nerazzurri strada facendo ha sostituito quelli giallorossi, della Roma, il posto dove ha deciso di mettere le radici. (...) C'è una data che segna l'avventura di Gianluca Mancini a Roma, dove è sbarcato nell'estate del 2019. E quella data è il 6 aprile del 2024, quando alla fine del derby vinto per 1-0 grazie ad un suo gol il difensore toscano festeggiò sotto la Curva Sud, sventolando il bandierone biancoceleste con al centro il topo. Ecco da quel giorno (che creò anche più di una polemica, con Mancini che poi fu costretto a scusarsi così: "Non volevo offendere nessuno, ho preso la prima bandiera che mi è stata data
") Gianluca è entrato di diritto nel cuore della sua gente. E ne è diventato l'immagine proiettata sul campo di gioco. Un leader-tifoso, il giocatore in cui si impersonificano i tifosi, soprattutto quelli della CurvaSud. Di Mancini piace soprattutto l'atteggiamento, la dedizione e l'attaccamente alla maglia, oltre ovviamente alla mentalità da vincente. (...) Ed anche domenica scorsa,
dopo aver deciso il derby con una doppietta, lo si è visto festeggiare proprio li, tra quella che è oramai diventata la sua gente, primo con l'inchino e poi aggrappato alla balaustra della Sud. Un'immagine che a molti ha ricordato anche quella storica di Daniele De Rossi del 7 novembre 2010, quando DDR sembrò quasi entrare in curva direttamente dalla pista d'atletica dell'Olimpico. Del resto l'impeto tra i due è simile, con Mancini che a tutti gli effetti oggi è il giocatore più "coccolato" dalla tifoseria romanista. E allora questa vicinanza tra Mancini e la tifoseria non è passata inosservata agli occhi di Ryan Friedkin, che ha visto di persona quanto la gente si identifichi in lui. Cosa, ad esempio, che ha finito con chiudere definitivamente quel discorso che la proprietà aveva lanciato subito dopo Inter-Roma, con la voglia di fare una rivoluzione iniziando proprio dal cambio del nucleo storico. Ora ha preso la strada completamente opposta. E, cioè, quella del rinnovo del contratto fino al 2029. Del resto, lui è un leader-tifoso e farne a meno sarebbe davvero dura…
(gasport)

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