LR24.IT (A. CIARDI) - Non ci sono calciatori ai margini nella
Roma. Non che ce siano tanti in Serie A, perché a causa della mala gestione tecnica, contando pure un numero record di infortuni che non può sorprendere i club che si prostituiscono con le televisioni per raccattare soldi aumentando il numero delle partite, tutti sono costretti ad attingere anche fra gli "ultimi".
La Roma è però un esempio virtuoso. Dal secondo portiere al sesto difensore centrale fino ai vice dei vice sulle fasce, passando per i fisicamente fragili. Gasperini non lascia nessuno indietro. E quando coinvolge i titolari bis, un tempo lontano definiti riserve, più di recente alternative, non è costretto a motivare scontenti. Arma soldati. La Roma è un piccolo esercito, e chi urla signorsì è convinto della risposta. A chi ha lasciato, verrebbe da dire non sai cosa ti stia perdendo. In realtà, chi ha lasciato non era all'altezza. Tecnica o temperamentale.
Esempio lampante, El Aynaoui. Enorme delusione. Ottimi mezzi, centrocampista moderno, non è mai entrato nella modalità Gasperini. Non doveva sposare una setta, ma capire come mettersi a disposizione. Il primo anno si è allenato con la Roma per ben figurare nel Marocco. Finite le competizioni con la Nazionale, non si sentiva particolarmente valorizzato. Legittimo chiedere di andare via. Senza rimpianti. Per giocare in squadre ambiziose bisogna avere la testa giusta. Non è andato a sparire, sta a Lipsia, ieri ha perso anche lui a Madrid, ma pure nella nuova squadra conferma che la smania di stare al centro di un progetto da primadonna era spropositata rispetto al rendimento che offre, perché pure in Germania zompetta in campo e tocchetta il pallone. Peccato per lui, avrebbe trovato molto spazio di questi tempi. Poche parole su Salah-Eddine, ha già parlato Gasperini, rifiutava offerte e alla fine è andato in Grecia, nella sua dimensione. Inutile aggiungere qualcosa su Celik, messo in mezzo da chi pensava di tirare un colpo gobbo alla Roma portandolo con sé. Dio li fa, e poi li accoppia. Nella fattispecie, li accoppa.
Così nella Roma rimangono i meritevoli. Gollini non vale mezzo Svilar ma ce la mette tutta. Rensch è sempre pronto pure se in casa sboccia uno scintillante Lulli e la concorrenza aumenta. De Roon aspetta il suo turno, e quando arriva non esce più. Castro rischia di fare la muffa avendo Malen davanti, poi in campo non lo fa rimpiangere. Mora sparisce per qualche partita, ma se viene scelto aggiunge mattoncini per la sua crescita. Pellegrini non c'è quasi mai ma dà tutto quello che può dare. Koulierakis e Ghilardi, nonostante abbiano davanti quattro pilastri della squadra, se fanno i titolari quasi non ti accorgi del peso di chi manca.
In the box - @augustociardi75