LR24.IT (A. CIARDI) - È normale che dopo quattordici mesi, a una manciata di giorni dal via, alla Roma manchi ancora l'esterno d'attacco per il centro sinistra? È normale che il Milan alla vigilia di ferragosto renda nota una lista di indesiderati, dichiarando, di fatto, veniteli a prendere a prezzi stracciati prima che chiuda il mercato? È normale che alla vigilia di ferragosto la Lazio debba ancora combattere con la burocrazia per annunciare un calciatore di buon livello per i suoi standard? È normale che Spalletti chieda da gennaio un portiere e un centravanti e dirigenti vecchi e nuovi non abbiano trovato una soluzione sapendo che il tecnico va facilmente in escandescenza?
Purtroppo, è normale. Perché, diciamocelo, da anni considerare la prima fase del precampionato fondamentale per la costruzione delle squadre è un intendimento antiquato, fuori luogo, un'utopia e non una speranza. Ogni anno, appena finisce il campionato, spunta il genio della lampada che scrive o dice "l'allenatore X in virtù dei suoi metodi di allenamento, vuole la squadra quasi al completo per il giorno del raduno". Una banalità spacciata per notizia. Perché qualsiasi allenatore, pure Guida dell'Anzio, Serie D, vorrebbe lavorare da subito coi nuovi acquisti, per provare schemi e arrivare alla prima giornata con l'amalgama giusto. Ma non è più possibile. Quest'anno le eccezioni sono la Fiorentina e il Como. Perché la Fiorentina ripartiva da sotto zero e il nuovo dirigente, Paratici, ha avuto sei mesi per rivoluzionare la rosa. E il Como, che in troppi continuano a prendere sottogamba, è un club organizzato magnificamente. Il resto del gruppone di alta classifica, come dicevano i nostri nonni ha fame e pretensione (pretese, supponenza, spocchia, albagia). È oramai impossibile per chiunque in Italia archiviare entro metà luglio almeno il settanta percento del lavoro da fare durante la sessione estiva di calciomercato. Mancano soldi, idee, spesso lungimiranza. Le cronache dalle Dolomiti e dall'Appennino sono racconti da nonni per i nipotini, anche perché le prime settimane pre stagionali si svolgono con la rosa farcita di ragazzini e di esuberi difficili da piazzare. È cambiato il mondo, è cambiato il calcio. Avere una rosa più o meno completa addirittura dopo il via del campionato è una regola non scritta e, essendo un male comune, non crea handicap durante la stagione. Bisogna prenderne atto, che non significa essere d'accordo. Sono finiti d'estate pure i tempi in cui una famiglia monoreddito poteva permettersi un mese intero di villeggiatura al mare affittando casa, ombrellone, sdraio e cabina. È cambiato pure il clima. Anni fa sapevamo con certezza che subito dopo ferragosto sarebbe arrivato il temporalone che spazzava via il caldo (29-30 gradi, non i 39-40 di oggi) e ci invitava, da fine agosto, a portarci dietro il golfino quando uscivamo la sera, da legare sulle spalle o in vita.
Oggi a fine settembre sembra di stare a Bangkok. Non prenderne atto, significa stare in mezzo alla strada e urlare "io stavo cor libanese". Cercare in un mondo stravolto abitudini che non esistono più. E non c'è soluzione. Il mercato non può modificare le date di inizio e fine, ci sono troppi interessi ed esigenze in ballo, non può chiudere a luglio e non può essere limitato alla seconda metà di agosto. L'importante è presentarsi a fine mercato con una rosa che soddisfi il più possibile le richieste dell'allenatore. Non farlo, potendolo fare, sarebbe un peccato mortale a prescindere dal nome del direttore sportivo. Dannarsi l'anima perché nell'amichevole di inizio agosto scendono in campo ragazzi aggregati alla prima squadra e indesiderati con la valigia in mano, equivale a farsi il sangue amaro senza motivo. Le squadre manco partono più per le tournée. Stanno via al massimo una manciata di giorni. Lavorano tutte nei rispettivi centri sportivi. Sui giornali, per i pochi che ancora li leggono, si trovano a fatica le liste delle amichevoli con le date di quella da giocare e i risultati di quelle già giocate. Prenderne atto significa ricevere i ringraziamenti dal fegato.
In the box - @augustociardi75