LR24 (A. CIARDI) - Gli impegni sono tanti e probanti, c'è bisogno di due soluzioni per ogni ruolo. Gasperini ha parlato chiaro, e ha parlato da allenatore. Perché ogni allenatore vorrebbe due soluzioni per ogni ruolo. Cosa che a Roma, nelle chiacchiere superficiali e spesso rancorose, sembra impossibile. Perché se completi la rosa prendendo un attaccante di talento come Castro o un difensore interessante come Koulierakis, c'è chi rinfaccia al club l'eccessiva spesa e l'inutilità degli stessi. Evidentemente si stava meglio quando l'unica alternativa a Dzeko si chiamava Kalinic. Preso atto che Gasperini, per una serie di ragioni, fa ancora storcere il naso a una porzione di piazza, è lecito interrogarsi sul perché gli vengano mossi appunti persino sul suo modo di lavorare, anche tattico. Addirittura dando adito a teorie bislacche su cambi modulo e ripensamenti sugli schemi.
Arriva Castro, e ci si lancia sul 3-4-1-2, con l'argentino titolare accanto a Malen. Nonostante il tecnico abbia già specificato che Castro sia alternativo all'olandese, e che comunque giocherà molto perché le partite sono tante. Non c'è verso. Arriva Mora, e nel distaccamento romano di Coverciano si stabilisce che il cambio modulo sia certo, perché Mora non è un esterno e non c'entra niente con il gioco di Gasperini. Come se gli esterni di Gasperini storicamente siano sempre stati dei pendolini che macinano chilometri consumando la fascia. Nel calcio degli ultimi venticinque anni, il trequartista classico ha dovuto adattarsi partendo largo ma non perdendo le peculiarità di rifinitore e di finalizzatore. L'accostamento di Mora a Papu Gomez viene spontaneo non soltanto per la taglia fisica. Il ragazzo parte dalla fascia, e va dentro, stringe, si muove accentrandosi. Sembra tutto così facilmente comprensibile che per noia e forse presunzione nella prosa si complica. In bocca al lupo a Rodrigo Mora. Quando la Roma comprava Gerson, Schick, Kluivert e Vaz, secondo ricostruzioni fantasiose erano stati scippati al Barcellona, al Real Madrid e al PSG grazie a blitz clamorosi di clamorosi dirigenti, e nel contratto di questi acclamati campioni c'era persino la clausula che sarebbe scattata in caso di vittoria del Pallone d'oro. L'anno scorso, invece, per gli scettici di oggi era giusto impegnare 30 milioni per Er Diabblito Echeverri, operazione fortunatamente scartata dall'allenatore, altro ben tre centimetri in più di Mora. Stamattina è stato ufficializzato il portoghese, ma è arrivato già mangiato. Bollato come nano da giardino con la parrucca, scarto del Porto che se te lo vende vuol dire che n'è bono, inadatto agli schemi dell'allenatore e col procuratore che ha messo sotto schiaffo la Roma. Un conto sono i dubbi, altra cosa sono le insinuazioni. Passa il tempo, cambia la gente.
In the box - @augustociardi75