LAROMA24.IT – Dei 10 giocatori più utilizzati in carriera da Gasperini, 9 sono, inevitabilmente, dell’Atalanta. L’eccezione, con 215 partite giocate con Gasperini allenatore, ne è diventato il più fedele seguace una volta passato al di là della riga bianca laterale. Oltre a Ivan Juric, ottavo, ci sono le colonne del periodo più florido della carriera dell’attuale tecnico della Roma: Gomez e Ilicic, gli artisti, sono al 10° e 9° posto, poi una schiera di soldati che rappresentano al meglio i valori fondanti della dottrina gasperiniana. Si va dalle 225 partite di Palomino, poi Hateboer, Freuler, Djimsiti e Toloi fino a Pasalic, con 298 tacche sommate sotto la direzione dell’allenatore di Grugliasco. Soltanto uno ha sfondato il muro delle 300, letteralmente, arrivando fino a 358, in tutte le competizioni, nelle 8 stagioni con Gasperini allenatore: è naturalmente Marten De Roon, l’ultimo acquisto della Roma. Paradossale, quasi, rileggerne oggi l’inizio della storia: Gasperini viene nominato nuovo tecnico dell’Atalanta il 14 giugno del 2016, solo venti giorni dopo, il 4 luglio, De Roon si trasferisce al Middlesbrough. Un anno più tardi sarà nuovamente arruolato, rappresentando in quel momento l’investimento più oneroso dell’epoca Percassi: 13 milioni, oltre a 2 di bonus, per rimetterlo nei ranghi di Gasperini.
“Solido”, nella persona come nel giocatore, è stato l’aggettivo più utilizzato da Gasperini in conferenza stampa per presentarlo a parole. Negli anni, però, la stima di Gasperini per De Roon, e viceversa, è emersa sempre di più nelle dichiarazioni. Già nel 2018 l’allenatore parlerà così della sua diga centrale, composta da De Roon e Freuler: “A volte i giocatori diventano più bravi per quanto sono complementari l'uno con l'altro. Loro sono indubbiamente una bella coppia: ovviamente ci sono anche altri giocatori, ma io faccio un po' fatica a privarmi di loro perché hanno raggiunto una sintonia notevole”. A gennaio 2020, dopo una sconfitta in casa con la Spal, Gasperini troverà uno dei motivi proprio nell’assenza centrale di De Roon: “Abbiamo pagato la mancanza di un esterno e la scelta di mettere De Roon in fascia ci ha dato meno equilibrio a centrocampo e ci siamo sfilacciati”. Indirettamente, fa capire come il nuovo centrocampista della Roma fosse fondamentale per tenere insieme le parti in campo. Qualche mese più tardi, ad ottobre del 2020, l’Atalanta comincerà a farsi una reputazione anche in Europa e alla vigilia della sfida con l’Ajax, Gasperini non nasconde la delusione per l’assenza di De Roon: “Per noi è un'assenza molto importante, lui è fondamentale nel nostro gioco”.
Nel 2022, ormai al 5° anno insieme, Gasperini non teme più neanche eventuali emergenze difensive: “Per fortuna De Roon posso spenderlo anche in difesa, andrebbe clonato”. Se vuoi addolcire Gasperini, insomma, mostragli una foto di De Roon. “Ormai è un mio collaboratore in campo, sono felice per le 300 partite che sono veramente tante” dirà nel 2023, al traguardo tondo raggiunto con la maglia dell’Atalanta. Un rapporto talmente profondo che, nel momento più alto della loro esperienza a Bergamo, la finale di Europa League nel 2024, la soddisfazione di Gasperini non riesce a completarsi proprio per l'assenza di De Roon che non potrà partecipare all’ultimo atto per un infortunio: “Personalmente sono dispiaciuto dell'assenza di De Roon, per il valore in campo del giocatore e perché meritava una finale: ha dato tantissimo all'Atalanta, dispiace debba perdere proprio la partita più importante”, dirà nelle interviste precedenti al 3-0 sul Bayer Leverkusen del 2024. “Mi aiuterà a urlare un po’”, aggiungerà, tanto ormai conosce ogni angolo della macchina di Gasperini, come confesserà a novembre del 2024: “Per me diventa molto difficile giocare senza di lui – dirà l’allenatore sul suo capitano - per tutte le varie soluzioni che riusciamo ad adottare durante le partite”. Anche di più: “È sempre l'interprete che ragiona con la mia testa e io con la sua. Ci capiamo sempre”. Gasperini sta per esaurire la sua opera all’Atalanta e dovrà allenare una squadra senza De Roon, di cui parla così nella sua ultima stagione a Bergamo: “A volte le indicazioni non vengono ben recepite, lui (De Roon, ndr) invece ha sempre chiaro in testa quello che serve. Per me è veramente insostituibile”.
La stagione, l’ultima di Gasperini all’Atalanta, si chiuderà con il raggiungimento di un’altra qualificazione in Champions League, da terzo in classifica, con gol decisivo di Sulemana contro la Roma: “È stato chiuso da De Roon, Ederson, Pasalic e gli altri che non hanno mai mollato un colpo – spiegherà il tecnico sullo scarso utilizzo del centrocampista ex Cagliari -. Almeno in mezzo al campo abbiamo avuto degli highlander”. In quel momento, raggiunto l’obiettivo, tutta l’attenzione è sul futuro di Gasperini. De Roon dirà: “Se hai un allenatore che in 9 anni ti porta 5 volte in Champions e 3 in Europa League, speri che resti. Io la prossima settimana gli chiederò se rimarrà, se vorrà rimanere: alla fine conta il risultato e a questo il mister ci porta sempre”. Gasperini, stuzzicato sul tema, dà la precedenza al suo capitano: “Il mio futuro? Lo dirò prima a De Roon…”.
Verrà alla Roma, un anno dopo arriverà anche De Roon. Nel mezzo, a gennaio, era arrivato un altro olandese, Malen. A chi ha chiesto informazioni Gasperini? Quasi superfluo rispondere. Lo ha svelato 3 mesi fa l’allenatore in un podcast della Gazzetta dello Sport: “Ho chiesto a Marten – il retroscena di Gasperini -. Gli ho detto: com’è? E lui mi ha risposto: ‘Vai tranquillo mister, è un ragazzo a posto’”.