LAROMA24.IT - Una nuova Serie A è iniziata e pare essersi rifatta il trucco. L’ultimo campionato ha avuto picchi del 75% di squadre disposte a 3 difensivamente: 15 club su 20, considerando anche i parziali di Juventus e Parma che hanno oscillato tra disposizioni diverse, erano state irrimediabilmente attratte da un sistema che, più di tutti, Gasperini ha contribuito a far diventare di successo. E ora, considerando il nuovo trend, anche l’allenatore della Roma potrebbe cambiare forma.
All’inizio della nuova stagione, quando formazioni e assetti di base sono perlopiù cartacei, sembrano rimaste solo in 8 le squadre che adotteranno una difesa a 3. Oltre ai giallorossi, ci sono Genoa, Inter, Milan, Monza, Torino, Udinese e Venezia rimaste fedeli all’ultima ondata tattica italiana. Di conseguenza, il peso si è ribaltato: ora in più del 60% delle partite, 12 su 19 avversarie, la Roma dovrà, teoricamente, ancorare i propri riferimenti su linee difensive a 4. Il conto non può essere matematico per via della sempre maggiore capacità di trasformazione che le squadre, anche in Italia, hanno imparato ad adottare, in particolare nei momenti di costruzione. Semplificando, però, sarà certamente più frequente per la Roma, rispetto ad un anno fa, dover spingere due attaccanti sui centrali avversari e uscire con i quinti sui terzini opposti, come ha più volte mostrato di fare Gasperini contro costruzioni a 4 e come si è visto anche nelle amichevoli estive.
Contro questo tipo di strutture, dunque, uno dei 3 giocatori offensivi finisce sulle tracce del play avversario, ritrovandosi di conseguenza, nei momenti in cui si è recuperato il pallone, in zone più centrali del campo. É quello che, per dire, si è visto fare a Soulé contro il Brighton. É lo stesso motivo, per cui, si può tracciare un filo logico che ha spostato, oltre ai doveri in materia di fair play finanziario, la ricerca da un esterno più classico, come Summerville o simili, ad un enganche come Rodrigo Mora. Già da lunedì, contro la Fiorentina, la Roma dovrà ancorarsi ad una linea avversaria a 4 nella costruzione, così anche col Lecce alla 2a giornata e alla 3a contro l’Atalanta di Sarri. Solo a metà settembre, tra Torino e Inter, i giallorossi ritroveranno una difesa a 3 su cui regolare le uscite in pressione.
Già ad inizio dell’epopea all’Atalanta, ormai dieci anni fa, Gasperini più spesso utilizzava un centrocampista, spesso corazzato come Kurtic e poi Cristante, per andare a mordere sul vertice basso altrui, con i due attaccanti che prendevano in consegna i centrali delle linee a 4 che, al tempo, erano ancora la struttura difensiva più utilizzata. La virata generale della Serie A verso la difesa a 3 ha modificato anche la disposizione in pressione delle squadre di Gasperini che, più spesso, si trovava ad andare al 3 contro 3 coi propri giocatori offensivi e, in questo caso, nelle transizioni positive due giocatori si sarebbero trovati in porzioni di campo più laterali. Ora che la A sembra cambiare, anche Gasperini potrebbe avere nuove esigenze. A patto che il cambiamento regga alle intemperie della stagione perché, spesso, in Italia il passaggio a 3 è stato visto come un rifugio sicuro durante le mareggiate.
Atalanta: a 4 (4-3-3)
2025/26: a 3
Bologna: a 4 (4-2-3-1)
2025/26: a 4
Cagliari: a 4 (4-4-2)
2025/26: a 3
Como: a 4 (4-2-3-1)
2025/26: a 4
Fiorentina: a 4 (4-2-3-1)
2025/26: a 3
Frosinone: a 4 (4-3-3)
2025/26: a 4
Genoa: a 3 (3-4-1-2)
2025/26: a 3
Inter: a 3 (3-5-2)
2025/26: a 3
Juventus: a 4 (4-2-3-1)
2025/26: a 3 e a 4
Lazio: a 4 (4-3-3)
2025/26: a 4
Lecce: a 4 (4-3-3)
2025/26: a 4
Milan: a 3 (3-4-3)
2025/26: a 3
Monza: a 3 (3-4-2-1)
Napoli: a 4 (4-3-3)
2025/26: a 3
Parma: a 4 (4-3-3)
2025/26: a 3 e a 4
Sassuolo: a 4 (4-2-3-1)
2025/26: a 4
Torino: a 3 (3-4-3)
2025/26: a 3
Udinese: a 3 (3-4-3)
2025/26: a 3
Venezia: a 3 (3-5-2)
Retrocesse 2025/26:
Pisa a 3
Verona a 3
Cremonese a 3
2025/26: 15 su 20 squadre disposte a 3 (75%)
2026/27: 8 su 20 squadre disposte a 3 (40%)