DIARIO DELL'ANNO 2016
LAROMA24.IT (
Daniele De Angelis) - Un altro anno è agli sgoccioli. Sono trascorsi 12 mesi intensi per i colori giallorossi, tra gioie e dolori. Come consuetudine per gli ultimi giorni dell'anno, LAROMA24.IT ripercorre con voi i principali avvenimenti che hanno caratterizzato l'annata che sta per chiudersi. Un'edizione speciale della nostra rubrica quotidiana 'Diario del giorno' che riavvolgerà il nastro e vi racconterà in 6 puntate il 2016 della formazione giallorossa.
CHIEVO E MILAN: GARCIA ULTIMO ATTO – Un 2016 inizia sulle macerie dell’anno passato. La Roma arriva da una serie di risultati negativi che si è interrotta con il Genoa, con 4 punti di distanza dalla vetta e con la Juve che ha ormai rimontato i giallorossi, dalla figuraccia in Coppa Italia con lo Spezia e da una qualificazione agli ottavi di Champions accolta dai fischi. La posizione di
Rudi Garcia è sempre più in bilico, ma il tecnico francese si dimostra tranquillo (“
Non mi sento un precario”). Ma la sua panchina traballa sempre di più: nelle prime uscite del 2016 la Roma incappa in un
rocambolesco pareggio con il Chievo (gol decisivo dell’ex Pepe convalidato con la Goal Line Technology). All'orizzonte c'è ora la sfida con il Milan, che i giallorossi dovranno affrontare senza
Dzeko (
respinto il ricorso per le 2 giornate di squalifica a seguito dell'espulsione con il Genoa).
“Basta un click per ripartire”, è il tentativo ultimo di Garcia per motivare una squadra e un ambiente che ormai hanno il morale a terra. Niente da fare, i giallorossi incappano in un
deludente 1-1. La misura è ormai colma.
SPALLETTI BIS – Garcia è ormai sfiduciato dal presidente Pallotta. “
Sono disgustato”, ammette il numero uno del club alla stampa all’indomani del pari con il Milan. Le mosse della dirigenza fanno pensare inequivocabilmente a un divorzio anticipato:
il dg Baldissoni parte immediatamente per gli States (ufficialmente per impegni per il progetto dello Stadio), mentre
Sabatini e Zanzi vengono tenuti a rapporto in conference call allo studio Tonucci.
“La scelta dell’allenatore la indirizzo io. Dimissioni? Si, al decoro”, risponde il ds a un tifoso.
La scelta sembra già fatta ed è un cavallo di ritorno che dà speranza:
Luciano Spalletti. Proprio lui, che aveva già allenato i giallorossi dal 2005 al 2009, portando in bacheca due Coppe Italia e una Supercoppa. L'intenzione di rimettersi in gioco e di "completare l'opera" lasciata in sospeso 7 anni prima c'è
. E
Spalletti si imbarca per Miami per incontrare il presidente.
Nel frattempo Garcia dirige l’allenamento a Trigoria e attende solo il ‘benservito’ dagli Usa. Che
arriva il 13 gennaio. Il giorno dopo
Spalletti fa ritorno a Roma e
firma un contratto di una stagione e mezza, mentre la squadra si allena con l’allenatore della Primavera
Alberto De Rossi.
“Ho sempre pensato di tornare, dobbiamo riguadagnarci il rispetto”, le sue prime parole.

VERONA E JUVE, PASSAGGI A VUOTO – Il nuovo corso di Luciano Spalletti inizia però con due passaggi a vuoto, inevitabili visto il tempo in cui è maturata la decisione di cambiare allenatore. Il nuovo corso del tecnico di Certaldo riparte dal
pareggio con il Verona e con il
ko con la Juve, partita segnata anche dall’episodio delle offese
di De Rossi a Mandzukic.
Niente prova tv per il centrocampista, che si
scuserà nei giorni successivi. I punti di distacco dalla vetta aumentano: 12 dal Napoli, 10 dai bianconeri, 6 da Inter e Fiorentina. E' il punto più basso della stagione dei giallorossi. Ma Pallotta non si perde d'animo: "
E' cambiata la cultura del lavoro, torneremo ad essere grandi". Nel frattempo vengono rilanciate le
voci di una possibile cessione della società, smentite a piena forza da Baldissoni (“V
oci poco credibili”) e dallo stesso Pallotta (“
Vendere? Una follia”). Sul fronte stadio si registra poi
l'addio di Mark Pannes, ex ad e collaboratore di Pallotta, che lascia il posto di responsanbile del progetto del nuovo impianto a
David Ginsberg. 
GERVINHO SALUTA, ARRIVA EL SHAARAWY - Nel frattempo c’è anche il calciomercato, che nella sostanza resta immobile fino alla metà di gennaio.
Iturbe aveva già lasciato la Capitale per trasferirsi al Bournemouth, poi a Roma è sbarcato Gerson, che dopo aver rifiutato la possibilità di un prestito in Italia ("Meglio tornare in Brasile", dirà il padre) farà
ritorno per 6 mesi al Fluminense, di fatto prenotando una casella da extracomunitario per la prossima stagione.
E' tornato Doumbia (che si allena a Trigoria in attesa di una sistemazione) e
Ashley Cole ha finalmente rescisso il contratto. Viene momentaneamente congelato l’arrivo di Perotti dal Genoa, ma la prima operazione di Sabatini è in uscita. Se ne va
Gervinho, il ‘pupillo’ di Rudi Garcia che all’arrivo di Spalletti di fatto si ‘autoesclude’. L’ivoriano
tratta con diversi club cinesi, alla fine la spunta l
’Hebei Fortune. Nelle casse giallorosse entrano 18 milioni che sanno di via libera per la prima operazione in entrata di gennaio: dal Milan, via Monaco,
arriva Stephan El Shaarawy in prestito con diritto di riscatto.

ALTRI RINFORZI: PEROTTI E ZUKANOVIC – C’è tempo però anche per un rinforzo in difesa:
Sabatini strappa alla Samp
Ervin Zukanovic, che era
ad un passo dall’Amburgo e che fa rotta improvvisa sulla capitale quando ormai era ad un passo dai tedeschi. Nel frattempo la
Roma di Spalletti 2.0 conquista la sua
prima vittoria con il Frosinone e capitan
Totti entra di diritto nella storia della Serie A arrivando sul
podio dei calciatori più presenti nella massima serie. Il mercato si avvia alla chiusura e finalmente
si sblocca l’affare Perotti. In uscita Sabatini piazza
Mazzitelli al Sassuolo e
Doumbia (che aveva rifiutato il Fenerbahce) al Newcastle.
Sfuma l'obiettivo Boyé, un fatto che, come si vedrà in seguito, avrà ripercussioni sul rapporto tra il ds Sabatini e la proprietà americana.
TORNA LA ROMA E TORNA ANCHE KEVIN – I frutti del lavoro di Spalletti iniziano a vedersi: la Roma vince per
2-0 con il Sassuolo, partita che resterà nella memoria per un
Totti 'mattatore' in panchina (prima palleggia con un giovane raccattapalle neroverde a bordocampo e poi è protagonista di uno scherzo a Pjanic) e per la sfuriata di Spalletti nei confronti dello staff medico dopo l’infortunio in campo di Gyomber (“
O si rialza o vi do fuoco”).
L’altra buona notizia è il
ritorno in campo di Kevin Strootman, che gioca (e segna) con la Primavera.
Seydou Keita intanto si sfoga: “
Difficile fare bene con i fischi”. L’atmosfera però è cambiata rispetto ai mesi passati e la Roma continua a vincere:
battuta anche la Samp. I primi di febbraio sono anche l’occasione per ricucire il rapporto con i tifosi e muovere i primi passi per la risoluzione del problema delle Curve, con
la Roma che sigla una nuova intesa sulla sicurezza con Coni e forze dell’Ordine, ma linea dura del
prefetto Gabrielli e del questore D’Angelo (“
Le barriere restano”) non cambia. Passi avanti anche per il progetto stadio, con
Pallotta che annuncia la consegna del dossier definitivo alla Regione per i prossimi mesi.
GRANA SABATINI – Ma prima del confronto di Champions League con il Real Madrid, esplode il caso Sabatini.
Diventa di dominio pubblico la decisione del ds, maturata durante un colloquio con Pallotta,
di lasciare il club a fine stagione. Voci
confermate ad un tifoso dallo stesso diretto interessato, pur se
Pallotta e Baldissoni minimizzano (“
Nulla è stato deciso”) e lo stesso Sabatini farà poi una mezza marcia indietro (“
Mai parlato di dimissioni”).
SCOPPIA IL CASO TOTTI – Ma non c’è solo la questione Sabatini.
Esplode il caso Totti. E nel senso più letterale della parola.
Il caso del rinnovo di contratto del capitano giallorosso è di fatto una bomba a orologeria, una questione mai risolta dalla dirigenza e che di conseguenza è destinata ad esplodere in ogni momento. Il timer è fissato per il 20 febbraio, alla vigilia del match con il Palermo, quando
il capitano esterna tutto il suo malumore in un’intervista alla Rai.
“Voglio più rispetto per ciò che ho dato alla Roma”, sbotta il numero 10, che afferma con forza l’intenzione di continuare a giocare (“
Nessuno me lo impedirà”) e ne ha anche per Spalletti (“
Lo stimo, ma il mio rapporto con lui è da 'Buongiorno e buonasera'”).
”). La
frattura sarà poi ricomposta nei mesi successivi ma lascerà inevitabilmente dei postumi.