Curva Sud: Panucci sì, Panucci no

Club
venerdì, 06 febbraio 2009 alle 15:05
IL ROMANISTA - La Curva è spaccata. Divisa nel giudizio verso Christian Panucci e il caso che lo riguarda. Ecco le posizioni.
"Lo striscione "Onore a Panucci" non era una provocazione, ma una presa di posizione a favore di un grande giocatore, romanista nel cuore, che ha fatto tanto per la Roma in otto anni". Parole
e pensieri di cinque ragazzi, Daniele Fabian, Manolo, Simone e Stefanino, rappresentanti dei gruppi Boys, Giovinezza, Irish Clan, Padroni di Casa e Ultras Roma, autori del discusso striscione "Onore a Panucci, apparso in curva il 28 gennaio durante Roma-Palermo, tre giorni dopo il caso di Napoli, protagonista il difensore savonese, "reo" di aver rifiutato la panchina nella gara del San Paolo. «L’errore di Panucci
è stato indiscutibile - dicono - e lui stesso si è reso conto di aver sbagliato. A nostro avviso, però, sono state fatte troppe polemiche e lui è stato colpevolizzato eccessivamente. Non lo meritava, si è sempre impegnato al massimo. Senza contare che nel momento più critico della stagione, con i suoi gol e le sue prestazioni, ci ha aiutato a uscire fuori da una crisi che sembrava irreversibile. In più, ha messo sempre la faccia con i media, quando altri non lo facevano». Il difensore giallorosso, due giorni fa, si è scusato con tifosi,
società e squadra, ignorando l’allenatore. «Se fossimo stati
in lui, ci saremmo comportati alla stessa maniera - affermano
-. Confidiamo che una società di livello come la Roma
faccia rientrare il tutto al più presto».
Panucci è fuori dalla lista Champions e potrà essere utilizzato
solo in campionato: «È stato commesso un grave errore,
dovevano essere tutelati gli interessi della Roma. Così
non è avvenuto». Un altro motivo della rottura tra Panucci
e l’ambiente è il mancato accordo per il rinnovo del contratto,
in scadenza a giugno 2009. «Noi facciamo un’altra
domanda: siamo sicuri che questa proposta sia arrivata al
giocatore? Siete sicuri che il problema sia soltanto economico?
Speriamo si trovi un punto d’incontro, per noi Panucci
è fondamentale». Tornando allo striscione, l’iniziativa
è stata spontanea: «Nessuno di noi ha preso soldi - puntualizzano
-. Volevamo che si risolvesse questa situazione
e, sinceramente, non pensavamo che se ne sarebbe parlato
così tanto. Questa è la nostra versione».
«Onore a Christian ecco il perché» Panucci? No, «io lo chiamo il signor Panucci». Le scuse all’Ansa non hanno sortito l’effetto che forse il Grinta auspicava. William Betti, in arte - ma sarebbe meglio dire in Curva - Spadino, non ha dimenticato, non dimentica e non dimenticherà. Il leader degli Ultras Romani non lo perdona: «Non ci compra con tre righe di scuse. Ne sarebbero servite molte di più. E poi avrebbe dovuto metterci la faccia, parlando in conferenza». Christian non nomina mai Spalletti. «Mancando così di rispetto un’altra volta al tecnico. Prima ancora, aveva offeso la maglia e la città. Sono orgoglioso
della reazione del popolo romanista. Dove per popolo romanista non intendo solo la Curva Sud. Al signor Panucci ricordo che c’è gente che si alza alle 6 del mattino per sfamare la famiglia e perde ore di lavoro per portare i figli a scuola calcio. Perché i piccoli sognano di diventare come lui. Come Panucci. Che bell’esempio è stato per loro...».
Lo contesterete?
«Valuteremo. In ogni caso, Panucci ha chiuso con noi. Non
ci interessa un giocatore che si trincera dietro tre righe».
Da quanto ha rivelato il manager dell’Hull, Christian
non è andato via per una pura questione economica.
«Come ho spiegato anche in alcuni interventi radiofonici,
il signor Panucci era sul mercato. Se non ha lasciato la Roma,
è stato per soldi. Adesso si facesse una squadra tutta
sua e la chiamasse A.S. Panucci. Ci giocherà da solo. Ha
cercato di imbonirci perché teme che qualcuno gli possa
rompere le scatole da qui a giugno».
Non sarebbe stato utile in Champions?
«Bisogna ragionare sul momento. La Roma ha fatto bene
a non inserirlo in lista. A chi si domanda se Totti non si sia
comportato così in passato, rispondo di no. Francesco è intelligente,
certe cose non le ha mai fatte».
Vabbè, ma qualcun altro sì. Cassano, per esempio.
«E Cassano gioca ancora nella Roma? Non mi pare. I discorsi
stanno a zero. Non vogliamo più vedere Panucci con
la maglia che ha rifiutato. Che questa vicenda sia d’insegnamento
a tutti. Questa è una società seria, che non si fa
mancare di rispetto. Da nessuno».

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