RETE SPORT - Jordan Veretout torna a parlare della sua esperienza in giallorosso e lo fa ripercorrendo alcuni dei momenti più significativi vissuti nella Capitale. Dalla vittoria della Conference League al rapporto con José Mourinho, passando per il ricordo dei compagni e per uno sguardo alla Roma di Gian Piero Gasperini.
131 presenze, 22 gol e 16 assist, cosa ti ha lasciato la Roma?
“Mi piaceva aiutare la squadra, correre tanto, ma riuscivo a segnare e sono riuscito a farne tanto. Ho fatto tre anni a Roma spettacolari, mi è piaciuto tantissimo, la mia famiglia si sentiva molto bene lì, ho fatto tanti amici, è stato difficile lasciare Roma, abbiamo vinto la Conference, è stato difficile lasciarla. Per me era il momento giusto per tornare in Francia, c’era un’offerta del Marsiglia, una grande squadra in Francia come la Roma in Italia ed era il momento giusto dopo 3 anni andar via”
Qualità, inserimento e gol: ti saresti divertito con Gasperini?
“E’ un grande allenatore in Italia e lo ha dimostrato anche in Europa, mi diverte tanto vedere la Roma, è un gioco verticale, forte, pressione costante, quando vedo i difensori della Roma che arrivano per segnare, è spettacolare, spero che quest’anno la squadra giallorossa possa vincere lo Scudetto. Per caratteristiche mi sarei divertito, sicuramente sarei migliorato ancora. In Francia a Marsiglia avevamo Tudor che giocava con un sistema simile. Mi avrebbe fatto piacere esser allenato da lui, quando ero a Roma l’Atalanta mi voleva e quindi penso che il mister Gasperini mi voleva con lui”
Il tuo gol più bello con la Roma?
“Forse il primo col Napoli su rigore, con Dzeko e Kolarov che mi diedero il pallone per segnare sotto la Sud. Era una palla pesantissima quella vi assicuro. Il mio idolo? Nainggolan per me era il più forte centrocampista della Serie A, speravo di poter giocare con lui peccato non averlo fatto a Roma”
Cosa pensi di Konè?
“Lo guardo con affetto, è francese come me, sono contento che stia facendo bene in giallorosso e gli auguro di vincere a Roma perchè è speciale”
Il tuo rapporto con Mourinho: iniziasti benissimo, tre gol nelle prime due poi nella seconda parte di stagione hai giocato un po’ meno. Come mai?
“Era il numero uno, ho avuto un buon rapporto con lui. Non so se lui o la società prima, che ha fatto sì che giocassi meno, parlavamo del rinnovo ma non trovammo l’accordo, poi arrivò l’offerta del Marsiglia. Avevo un buon rapporto con Mou, era sempre molto vicino ai giocatori, è e resta un numero uno. Abbiamo vinto con lui, è entrato nella testa dei giocatori e questo rimarrà per sempre”
Come sta andando la tua avventura a Doha?
“Sto bene qui, una vita spettacolare, il calcio è anche difficile a dispetto di quello che si pensa, la cosa più importante per me è la famiglia e lo devo fare anche per loro. Se la Roma mi chiama, mia moglie dice che vuole tornare nella capitale. Non sono finito, posso dare ancora una mano se la Roma vuole io ci sono…”
La vittoria a Tirana, le tue emozioni nel ricordare la Conference?
“Era una competizione difficile e abbiamo voluto vincerla dall’inizio. Quando abbiamo festeggiato al centro di Roma, con migliaia di tifosi ancora oggi ho i brividi, faccio vedere le immagini a mio figlio”
Ti senti ancora con qualche compagno di squadra come Mancini, Pellegrini e Cristante?
“Seguo tanto la Roma ancora, ci sentiamo spesso con tante persone nel club, perchè la squadra giallorossa mi è rimasta nel cuore, quando posso guardare la vedo, mi piace tanto come gioca con Gasperini”
Vuoi inviare un messaggio ai tifosi della Roma all’ascolto?
“Tifoseria top in Europa per passione e calore. A Roma si canta, c’è un’atmosfera pazzesca, come a Marsiglia. Auguro ai tifosi della Roma di vincere e festeggiare tanto, se lo meritano per l’amore che nutrono per i colori giallorossi”