GIANLUCADIMARZIO.COM - Ezequiel Ponce, ex giocatore della Roma attualmente in forza Spartak Mosca, ha rilasciato un'intervista al portale di calciomercato in cui, tra le altre cose, ha parlato del suo arrivo a Trigoria, dell'esperienza con Luciano Spalletti sulla panchina giallorossa e sul campionato Primavera in cui riuscì a siglare dieci reti in undici presenze.
Sulla chiamata di Sabatini e l’arrivo a Trigoria...
“Andavo ancora alle superiori quando Sabatini scrisse un messaggio a mio padre per pranzare in un ristorante a Rosario. Disse che aveva preso un aereo apposta per venire a vedermi. Mangiammo insieme e la sera stessa, Walter ha incontrato la dirigenza del Newell’s per comunicare che voleva comprarmi. Da un giorno all’altro mi ha portato alla Roma. Avevo delle offerte anche dall’Atletico Madrid e dal Tottenham, ma il fatto di essermi venuto a trovare di persona mi convinse. In questi anni poi non l’ho sentito. Qualche mese fa ho letto dell’interesse del Bologna e me lo aveva riferito anche un procuratore, ma se fosse stato veramente interessato me lo avrebbe detto. È stato emozionante varcare la soglia dello spogliatoio di Trigoria per la prima volta e presentarmi a tutti. Totti all’inizio era molto silenzioso, mentre De Rossi e De Sanctis furono i primi ad accogliermi e a cercare di farmi integrare. C’erano anche Paredes e Iturbe, non ho avuto problemi ad inserirmi. De Rossi parlava spesso di Boca-River, vederlo giocare in Argentina è stato qualcosa di impensabile. Ha realizzato un sogno”.
Su Spalletti...
“Non ho mai smarrito la mia strada, ma ora sono maturato. Alla Roma ho avuto difficoltà nel diventare un giocatore professionista. Non è andata bene in Francia e in Spagna, ma lo Spartak Mosca mi ha dato questa opportunità e adesso posso godermi questo presente. Un colloquio con Spalletti mi ha reso più forte. Avevo recuperato da un infortunio e lui mi disse: ‘Non puoi avere spazio nella squadra’. Se mi guardo indietro, è grazie a quel discorso che oggi sono qui: ho capito che dovevo migliorare tanto per giocare in una squadra piena di stelle come quella. L’ho accettato e ho continuato ad allenarmi per far sì che possa arrivare una nuova chiamata dall’Europa”
Sulla Primavera...
“Il campionato vinto con la Primavera al ritorno dall’infortunio è il ricordo più bello. Un altro, almeno inizialmente, è stato quando Rudi Garcia mi disse che avrei giocato contro l’Udinese, ma in quella settimana mi infortunai al ginocchio in Youth League dopo aver segnato al Barcellona. Ho avuto poca fortuna, ma questo mi sprona a lavorare sodo per il mio futuro”.