LAROMA24.IT (
Chiara Ciotti) - Start again. Alle spalle la sosta, all’orizzonte un nuovo anno da scrivere. E nel mezzo una finestra di calciomercato ancora aperta, ma finora scarna per i giallorossi, che proiettano suggestioni e sogni al caldo estivo. Nella lista di Monchi tra idee e presunti desideri, dicono, campeggia la lettera ‘B’, che risponde a Barella del Cagliari e si replica con Belotti del Torino. Incroci di mercato, risvegliati dal “Mi piace”, battuta del ds spagnolo a domanda precisa sul Gallo nell’intervista alla “Gazzetta dello Sport”, e anticipati dall’incontro in campo, oggi all’Olimpico, quando i riflettori saranno puntati sulle maglie numero 9 di Dzeko e Belotti.
Sin dall’approdo in giallorosso nell’estate del 2015, per finalizzazione e partecipazione alla costruzione della manovra giallorossa, Edin per la Roma è pedina imprescindibile. Importanza, tra l’altro, fotografata dalle 80 firme sul tabellino, dai 32 assist ai compagni nelle 158, finora, apparizioni con la maglia della Roma. E se il primo anno nella Capitale aveva fatto storcere bocche e sparare sentenze, Edin ha lucidato l’artiglieria con le 39 reti stagionali del secondo anno in giallorosso prima di guidare la Roma nel sogno europeo targato 2017/2018. E tra gol e riscatti, il richiamo minaccioso delle sirene inglesi, pronte a strapparlo alla Roma e portarlo nell’olimpo Blues di Stamford Bridge. Gennaio 2017, il Chelsea bussa alla porta di Trigoria, che apre, tratta, tentenna, accetta, ma Edin gioca, segna e chiude la valigia: cronaca di un addio sventato. Che torna, nuovamente, d’attualità. A suonare alla porta del classe ’86 e della Roma son sempre gli inglesi, anche stavolta da Londra: il West Ham dell’ex allenatore di Dzeko ai tempi del City, Manuel Pellegrini.
Come la Roma, anche Dzeko ha vissuto all’ombra la prima parte di stagione: 2 soli gol (proprio contro il Torino nella gara d’andata con l’elegante colpo di classe su assist di Kluivert che regalò la vittoria ai giallorossi, ed Empoli) e un assist racimolati in 15 presenze in campionato, complici l’andamento balbettante della squadra e l’infortunio muscolare al flessore della coscia sinistra rimediato contro l’Udinese il 24 novembre e che l’ha tenuto fermo un mese, fino al rientro contro la Juventus. Brillante, invece, in Europa con 5 timbri siglati a spese del Plzen e del Cska.
E’ classe ’93, invece, Andrea, circolato come eventuale erede di Edin che è legato alla Roma sino al 2020. Da Calcinate in provincia di Bergamo, passando per l’AlbinoLeffe e il Palermo, si afferma al Torino, dove sbarca, come Edin, nell’estate del 2015. 4 stagioni condite da gol, infortuni, rumors di mercato fino all’investitura di capitano. Ma, se due stagioni fa mandò in subbuglio operatori di mercato e tifosi quando chiuse il campionato con 26 timbri (più due in Coppa Italia), Belotti, a giro di boa appena concluso, è fermo a quota 7 in 19 presenze nel campionato in corso, l’ultimo di rigore alla Lazio nella giornata di chiusura del 2018 sul prato dell'Olimpico. Attaccante affamato
, Andrea, che dopo la delusione della mancata qualificazione al Mondiale sotto Ventura e una stagione scorsa in chiaroscuro, è pronto a lucidare il volto migliore che aveva spinto Cairo a imporre il marchio dell'incedibilità. Al fiuto dei 9 il duello sul campo: Edin, come Andrea, alla ricerca di riscatto. L'estate può attendere.